Storia e preistoria dei francobolli / 6

I francobolli nella storia

Fin dall’origine i francobolli hanno recato il segno del potere. La Regina, il Re, l’Imperatore o lo stemma della Casa Regnante sono invariabilmente presenti: dalla Regina Vittoria a Francesco Giuseppe, fino a Vittorio Emanuele III passando da Vittorio Emanuele II e da Umberto I.

Per vedere qualcosa di diverso bisogna arrivare al 1910 quando sui francobolli italiani appare Garibaldi; Dante nel 1921 e Mazzini nel 1922.

I primi francobolli francesi, ” non istituzionali “, sono emessi tra il 1917 e il 1922, mentre in Gran Bretagna bisogna aspettare il 1948 ( Giochi Olimpici ), ma Re Giorgio VI è sempre presente.

Tutto ciò è abbastanza ovvio; appare però significativo dell’importanza che si dà al francobollo per trasmettere il segno del potere quando avviene un cambio di sovranità.

Garibaldi è appena arrivato a Napoli risalendo dalla Sicilia che subito ci si preoccupa di fornire ai napoletani l’immagine di Vittorio Emanuele II in francobolli del tutto simili a quelli del Regno di Sardegna. Tanta è la fretta che non si pensa che i napoletani non hanno ancora in tasca le lire e i centesimi, ma monete borboniche in piastre e tornesi e che il cambio è complicato per la gente comune abituata ai suoi spiccioli. Insomma i francobolli vanno rifatti, sempre in grande fretta, ma con i valori della vecchia monetazione.

Per l’ex Granducato di Toscana il Governo Provvisorio emette l’8 Luglio 1859 un francobollo da 9 crazie ancora con il leone ( marzocco ), ma il 1° Gennaio 1860 appaiono 7 francobolli con lo stemma della Casa Savoia e valori in centesimi, che avranno corso fino al 31 Dicembre 1861 quando saranno sostituiti da quelli dal Regno d’Italia.

A quelli della mia generazione a scuola non è stato detto che tra il 1911 ed il 1912 si svolse la ” guerra italo – turca “, quando,  praticamente senza resistenza, truppe italiane occuparono le isole dell’Egeo, la costa somala in profondità e la Libia. Le popolazioni locali non parteggiarono quasi mai per uno dei contendenti, con qualche preferenza per gli italiani. Per le isole dell’Egeo furono dapprima inviati dei timbri di gomma usati su francobolli nazionali, poi francobolli con sovrastampa per ciascuna isola.

Per la costa della Somalia sul Mar Rosso, occupata a partire dal 1903 ed inizialmente indicata come ” Benadir “, erano stati approntati dei bellissimi francobolli originali, che dal 1906 al 1926 vengono sovrastampati più volte con valori quando in lire, quando nella moneta locale ( anna e rupie ).

Il 24 Ottobre 1917 le truppe austro – ungariche sfondano le linee italiane a Caporetto e dilagano fino al Piave dove sono fermate da una nuova linea difensiva. Il 1° Giugno 1918 nei territori occupati appaiono francobolli austriaci – Posta da Campo – con sovrastampe in centesimi e lire.

Per tutta risposta, quando i soldati italiani, al termine della guerra vinta, entrano a Trento ed a Trieste il 3 Novembre 1918, vengono requisiti tutti i francobolli d’Austria trovati (non molti) che sono di nuovo in circolazione l’11 Novembre con la sovrastampa Regno d’Italia – Trentino e Venezia Giulia per Trieste.Ed appena possibile, ai primi di Dicembre, vengono distribuiti francobolli del Regno con le sovrastampe “Venezia Tridentina” e ” Venezia Giulia “.Non si contano le emissioni di francobolli sovrastampati per i territori occupati da truppe tedesche oppure per i territori tedeschi occupati dagli eserciti alleati durante e dopo la 1^ guerra mondiale, ma sempre ispirati al principio: “sappiate tutti che quì comando io”.

Durante la II guerra mondiale i comportamenti degli occupanti sono simili. Il 6 Aprile 1941 l’esercito italiano invade la Slovenia e la Croazia; la città di Lubiana e la Bassa Carniola sono annesse al Regno d’Italia come nuova provincia nazionale. Innumerevoli sono le sovrastampe su francobolli di Yugoslavia, inizialmente con Co.Ci. ( Commissariato Civile ) in corsivo, e poi molte volte con caratteri piccoli e vari titoli.

Successivamente vengono usati francobolli nazionali fino a quando, dopo l’8 Settembre 1943, vengono sovrastampati con aquila germanica e ” Provinz Laibach ” dai tedeschi che ci cacciano senza riguardo dal “territorio nazionale”, sebbene alleati della “Repubblica Sociale Italiana”.

Gli Anglo – Americani nei territori da loro occupati si comportano invece in maniera diversa. Per le Colonie italiane furono usati i francobolli di Re Giorgio con la sovrastampa M.E.F. (Middle East Forces – Forze del Medio Oriente) oppure E.A.F. (Forze dell’Africa Orientale), lasciando intendere che si trattava di una occupazione e non di una annessione o conquista.

Per la Sicilia occupata furono adottati francobolli recanti la dicitura ” ITALY ” in stile “Dollaro U.S.A. ” simili anche alle coeve AM – LIRE. Con un insolito omaggio, gli alleati fecero anche stampare un erinnofilo molto bello.

Sbarcati sul continente, riconoscendo la sovranità di Vittorio Emanuele III, i francobolli ” ITALY ” furono abbandonati. Usati occasionalmente nelle province meridionali da qualche militare che se li ritrovava in tasca e regolarmente viaggiati sono delle rarità, usati oltre Montecassino, fino a Roma ed in Umbria sono rarissimi.

Un caso particolare si presentò a Napoli: formalmente si era nel Regno di Vittorio Emanuele, ma la confusione era tanta che gli alleati pensarono di sovrastampare alcuni francobolli del Re con un ” GOVERNO MILITARE ALLEATO ” su tre righe.

Delle vicende della “Repubblica Sociale Italiana” e di quelle complicate emissioni di francobolli ci occuperemo la prossima volta, così pure della disgraziata sorte di Trieste e dell’Istria.

Oggi vogliamo soltanto ricordare i francobolli emessi dalla Repubblica in ricordo di quei tristissimi giorni.

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