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Buon Anno a tutti i nostri soci, agli amici, a tutti quelli che ci seguono da tempo, agli uomini di pace e di buona volontà, a tutti!!!! Salute, sicurezza sociale e lavoro siano le parole benvenute in questo 2022!!!

MUSICISTIV                 Cartolina postale italiana viaggiata il 30 Dicembre 1943 da Genova a Roma

Senza titolo-5 Sulla neve              Cartolina postale tedesca viaggiata il 31 Dicembre 1912 in Ostenda (Belgio )

Auguri

Buon Natale a tutti i nostri soci ed amici; salute, pace e serenità siano benvenute tra noi  e nelle famiglie di tutti!

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            Cartolina postale italiana viaggiata il 23 Dicembre 1910 da Lucca a Val d’Arno

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Buon Nartale 1

    Cartolina postale italiana viaggiata il 19 Dicembre 1953 per Genova – Cecami editore

Senza titolo-1 bis

                                                                Fior di neve

Dal cielo tutti gli angeli videro i campi brulli, senza fronde nè fiori, e lessero nel cuore dei fanciulli che amano le cose bianche. Scossero le ali stanche di volare e allora discese lieve lieve la fiorita neve.

                                                                                          Umberto Saba

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         Cartolina postale  viaggiata il 1°Gennaio 1901 per la Chaux-du-Milieu (Svizzera )

Giornata della Filatelia 2021

Cari amici, eccoci finalmente arrivati all’appuntamento tradizionale di fine anno che per noi filatelici ha sempre grande importanza: la Giornata della Filatelia.

Locandina JPG

Anche quest’anno essa  si svolgerà  presso la Biblioteca del Circolo Lavoratori Terni  ( CLT ) Venerdì 10 Dicembre dalle ore 9,30  alle 16,30 e sarà dedicata al VII centenario della morte di Dante Alighieri.

Verrà esposta una bella mostra di cartoline postali, stampate nei primi anni del Novecento da Virgilio Alterocca, dedicata al sommo poeta; insieme ad essa si potrà vedere anche un’altra bella mostra di cartoline  di Alterocca dedicata alla nostra città.

Vi aspettiamo tutti Venerdì prossimo!!

Convegno filatelico – numismatico del prossimo Sabato 16 e Domenica 17 Ottobre 2021

Sabato 16 e Domenica 17 Ottobre prossimi aspettiamo tutti gli amici filatelici e numismatici all’Hotel Michelangelo ( Viale della Stazione ) per due belle giornate di filatelia e collezionismo!! Con il nostro Convegno festeggeremo i 50 anni della fondazione del nostro Circolo.

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Volantino Convegno 2021

Vi aspettiamo a tutti numerosi, come sempre!!

Giuseppe Verdi

Giuseppe Verdi è stato uno dei più grandi compositori italiani dell’Ottocento, autore di pagine musicali indimenticabili e di melodrammi molto amati che ancora oggi fanno parte stabilmente del repertorio operistico.

Scan11128Cartolina maximum per il 1°centenario della morte del musicista realizzata dal Circolo            filatelico di Seveso con Annullo speciale 6.05.2001 – Cartolina ed annullo disegnati da Cesare Becatti.

E’ bene ricordare che Verdi è stato per l’Italia non solo un grande musicista ma anche un convinto protagonista del Risorgimento attraverso la sua arte.

Image0016Busta filatelica del Circolo militare dell’Esercito di Bolzano per la conferenza Verdi e l’Irridentismo con Annullo speciale Bolzano 12 Ottobre 2013

Era nato a  Roncole, vicino a Busseto (nel Ducato di Parma), il 10 ottobre 1813 da una famiglia umile e modesta: i suoi genitori infatti gestivano una osteria di campagna rivendendo anche sale e generi alimentari.

RoncoleLeopoldo Metlicovitz: Cascina ove nacque Verdi, cartolina postale del 1900 non                                                   viaggiata, Officine Ricordi & C. Milano

Fin da bambino si appassionò alla musica tant’è che suo padre Carlo, dopo avergli fatto impartire privatamente  lezioni di musica  e specificatamente d’organo da Pietro Baistrocchi, maestro e organista del paese,  acquistò per lui la spinetta di don Paolo Costa, rettore dell’ oratorio della Madonna dei Prati di Busseto.

Il Maestro di musicaGiambattista Conti: Il Maestro di Musica, Cartolina postale degli anni  ’50 del Novecento, casa editrice Cultura reliosa popolare – Viterbo                                         

All’età di otto anni Giuseppe era già un provetto organista e più tardi, Antonio Barezzi, un negoziante amante della musica e responsabile della filarmonica locale, lo aiutò a proseguire gli studi frequentando anche e sopratutto Ferdinando Provesi, maestro di cappella nella Collegiata di San Bartolomeo Apostolo di Busseto, che gli insegnò  i principi basilari della composizione musicale e della pratica strumentale.

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Italia: emissione del 19 Novembre 1951 per il 50° della morte del compositore; oltre allo stesso sono rispettivamente rappresentati il Teatro Regio e la Cattedrale di Parma, l’organo e la Chiesa di Roncole, il Teatro alla Scala ed il Duomo di Milano –Stampa calcografica – Disegnatori: E. Pizzi (L.25), R. Mura (gli altri) – Incisori: V. Nicastro ( L.10 ), M. Canfarini (L.25 ), M. Colombati ( L.60 ). 

Verso il 1830  Giuseppe Verdi, già affermato membro e protagonista principale della Filarmonica locale, completò i suoi studi con Provesi il quale dichiarò che ormai non aveva più niente da imparargli. 

Giuseppe Verdi 1Cartolina postale dei primi anni del Novecento, scritta e viaggiata in busta, casa editrice Pilade Lapi – S. Giovanni Valdarno                                                  

Dopo essersi trasferito in casa del suo protettore e mecenate Antonio Barezzi per dare lezioni di canto e pianoforte a sua figlia Margherita, che poi diventerà sua moglie, Verdi era sempre più attratto dagli ambienti musicali e culturali di Milano dove frequentò particolarmente il Teatro alla Scala assumendo anche i primi importanti incarichi  musicali.

San Marino: Foglietto dedicato alla riapertura nel 2004 del Teatro alla Scala con ” Europa riconosciuta “, diretta da Riccardo Muti;opera lirica in due atti musicata da Antonio Salieri e rappresentata per la prima volta il 3 Agosto 1778 per l’inaugurazione del Teatro stesso. Disegnatore: F. Filanci.

Dopo essersi sposato con Margherita Barezzi ed aver avuto importanti responsabilità musicali a Busseto quali la direzione della Filarmonica e la nomina a Maestro di Musica  del Comune, si trasferì a Milano dove però, a breve, morirono sia sua moglie Margherita che i suoi due figli. Nonostante alcuni insuccessi iniziali dovuti anche alla difficile situazione psicologica ed affettiva che lo aveva colpito, nel Marzo del 1842 si ebbe la prima del Nabucco al Teatro alla Scala che ebbe un successo trionfale  tanto da essere  replicata per circa sessanta volte.

Verdi, Nabucco bis

Città del Vaticano: emissione serie di tre valori del 22 Maggio 2001 dedicata a G. Verdi  per il centenario della morte di cui un valore per il Nabucco; Disegnatore: G. Toffoletti – tiratura 450.000 copie

Verdi 5

L. De Vegni, Giuseppe Verdi all’epoca del Nabucco, 1842 – Cartolina maximum con                                    Annullo postale F.D.C. San Marino 19 Febbraio 2001 

Negli anni successivi e fino ad oggi il Nabucco è stato rappresentato non solo in Europa ma anche nelle Americhe ed in larga parte del mondo intero divenendo indubbiamente un caposaldo nei repertori dei teatri più famosi; con quest’opera ebbe inizio il successo e la  grande notorietà di Giuseppe Verdi che si affermò come uno dei migliori operisti italiani.

Teatro alla Scala e Teatro ColonFoglietto emesso dall’Argentina il 24 Ottobre 2009 per il festival internazionale della filatelia di Roma dedicato al Teatro alla Scala ed al Teatro Colon di Buenos Aires

Negli anni successivi fu talmente impegnato a scrivere musica  che lui stesso definì il periodo fino a circa il 1860 ” sedici anni di galera “, senza mai riposarsi; sono di quel periodo, tra gli altri,  I lombardi alla prima crociata, I due Foscari, Giovanna d’Arco, Ernani  e Macbeth. 

I Due Foscari

I Due Foscari, Avviso straordinario per la rappresentazione del  26 Gennaio 1854  al     Teatro  Comunale di Terni

HernaniCartolina maximum francese dedicata a  J.f. Firmin, membro del Teatro francese, nel ruolo di Hernani ( 5°atto ), da una stampa del 1830 di A. Lecler; Emissione 6 Giugno 1953, Parigi

Il compositore realizzò poi la famosa trilogia popolare scrivendo Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata che suggellarono la sua fama di compositore e di operista imponendosi, di fatto, come il più celebre musicista del suo tempo.                                                      

verdi_bfCittà del Vaticano, 30 agosto 2013 – 200º anniversario della nascita di Giuseppe Verdi,                 Disegnatore D.Dickmann – tiratura 100.000 copieRigoletto 1Rigoletto, Cartolina postale italiana viaggiata nel 1906 da Brindisi a Scalea 

Rigoletto

San Marino, 19 febbraio 2001 –  Rigoletto, dalla serie Melodie Immortali dedicate al                            Centenario della morte di Giuseppe Verdi – Disegnatore: F. Filanci

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Intero Postale russo del 10 Luglio 2002 emesso per il 100° anniversario della nascita di Sergei Yakovlevich Lemeshev, famoso tenore sovietico; nella vignetta viene rappresentato come ” Il Duca ” nell’opera di Verdi Rigoletto.

La Traviata

San Marino, 19 febbraio 2001 –  La Traviata, dalla serie Melodie Immortali dedicate al                            Centenario della morte di Giuseppe Verdi – Disegnatore: F. Filanci

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Nicaragua: 1975 –  Nellie Melba ( nome d’arte di Helen Porter Mitchell,1861 – 1931 )                    soprano australiano, dalla serie di 15 valori dedicata ai grandi cantanti lirici                   

Dopo essere tornato alla vita di campagna acquistando la Villa e la tenuta di Sant’Agata a Villanova sull’Arda –  che costituì la principale abitazione del compositore vivendovi con la seconda moglie Giuseppina Strepponi – Giuseppe Verdi scrisse altre memorabili opere quali Simon Boccanegra, La forza del destino, Un ballo in maschera, Don carlos e Aida, commissionata quest’ultima per l’apertura del canale di Suez ed andata in scena al Cairo alla vigilia di Natale del 1871.

Image0018Cartolina postale del 1942  della casa editrice A. Secchi di Busseto con Annullo speciale 27 Agosto 1961 dedicato alla Stagione lirica Bussetana in cui venne rappresentata l’opera La Forza del Destino   

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Nicaragua: 1975 –  Tito Gobbi ( 1913 – 1984 ), baritono italiano –  dalla serie di 15                                                 valori dedicata ai grandi cantanti lirici

La forza del destino

San Marino, 19 febbraio 2001 –  La Forza del Destino, dalla serie Melodie Immortali dedicate al Centenario della morte di Giuseppe Verdi – Disegnatore: F. Filanci                    Un ballo in maschera

San Marino, 19 febbraio 2001 –  Un Ballo in Maschera, dalla serie Melodie Immortali dedicate al  Centenario della morte di Giuseppe Verdi – Disegnatore: F. Filanci

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            Figurina Liebig degli anni 50/60 del Novecento dedicata al Ballo in Maschera 

Don Carlos

San Marino, 19 febbraio 2001 –  Don Carlos, dalla serie Melodie Immortali dedicate al                            Centenario della morte di Giuseppe Verdi – Disegnatore: F. Filanci

Verdi, Aida

Città del Vaticano: emissione serie di tre valori del 22 Maggio 2001 dedicata a G. Verdi  per il centenario della morte di cui un valore per  Aida; Disegnatore: G. Toffoletti – tiratura 450.000 copie

Image0017Busta filatelica dedicata al centenario dell’Aida con Annullo speciale Verona 15 Luglio 1971

Aida bisSan Marino, 19 febbraio 2001 –  Aida, dalla serie Melodie Immortali dedicate al                            Centenario della morte di Giuseppe Verdi – Disegnatore: F. Filanci

Dopo aver scritto la Messa di Requiem per la morte di Alessandro Manzoni –  uno dei più grandi capolavori di musica sacra a detta di molti critici – rappresentata nella Chiesa di San Marco a Milano il 22 Maggio del 1874, Giuseppe Verdi compose le sue due ultime opere: Otello, rappresentata trionfalmente alla Scala nel febbraio del 1887, e Falstaff anch’essa rappresentata al Teatro alla Scala il 9 febbraio 1893.

Image0009Busta filatelica per il 51° Festival dell’Opera Lirica di Verona dedicata alla Messa di                                     Requiem con Annullo speciale Verona 18 Luglio 1973

Verdi, OtelloCittà del Vaticano: emissione serie di tre valori del 22 Maggio 2001 dedicata a G. Verdi  per il centenario della morte di cui un valore per Otello; Disegnatore: G. Toffoletti – tiratura 450.000 copie
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Nicaragua: 1975 –  Giovanni Martinelli ( 1885 – 1969 )  – tenore italiano –  dalla serie di 15                                                 valori dedicata ai grandi cantanti lirici     

Image0011Cartolina postale italiana dedicata al 4°atto dell’Otello viaggiata il 31 Agosto 1904 da                               Livorno a Vietri sul Mare, Salerno – Tipografia Alterocca Terni

Falstaff

San Marino, 19 febbraio 2001 –  Falstaff, dalla serie Melodie Immortali dedicate al                            Centenario della morte di Giuseppe Verdi – Disegnatore: F. Filanci

Image0007Cartolina postale dedicata all’interno del Teatro alla Scala  viaggiata il 13 Giugno 1937 da  Milano a Viterbo – Edit. Mazzi & Pezzotta, Milano                               

I libretti di entrambe le opere furono scritti da Arrigo Boito, letterato, librettista, compositore ed esponente di primo piano del movimento culturale milanese della Scapigliatura.

Image0008Busta filatelica dedicata al 50° della morte di Arrigo Boito viaggiata in Milano per                                                          Raccomandata il 10 Giugno 1968

Negli ultimi anni della sua vita Giuseppe Verdi fece molte iniziative filantropiche di grande magnanimità  come si rileva dal suo testamento siglato a Milano nel 1900 in cui lascia molti dei suoi cospicui averi  ad ospedali ed enti benefici oltre ad una lunghissima lista di singole donazioni a persone che gli erano state vicine nel corso degli anni ed ai poveri del suo villaggio nativo di Rocole, di Villanova sull’Arda e del villaggio di S.Agata.

Image0013Giovanni Boldini:Ritratto di Giuseppe Verdi, Cartolina postale viaggiata il 12 Ottobre 1976 da Roncole a Terni                                                         

Come non ricordare la costruzione di un ospedale ( e la successiva donazione al Comune ) a Villanova sull’Arda, vicino a Busseto e la fondazione dell’ Opera Pia Casa di Riposo per Musicisti,  cui lascia lo stabile da lui stesso fatto costruire in Milano, l’opera sua più bella come amava definirla  – volendo generosamente assicurare una vita decorosa a quanti si trovavano in condizioni precarie.

Image0015Cartolina postale dei primi anni del Novecento, non viaggiata

Il grande Maestro morì nella notte del 27 Gennaio 1901 al Grand Hotel et de Milan all’età di 87 anni assistito dalla figlia adottiva insieme alla cantante Teresa Stolz.

Image0014Cartolina postale del 1901 emessa per la morte di Giuseppe Verdi, non viaggiata.                Rarissima cartolina con la data di nascita sbagliata! Casa editrice sconosciuta

Dopo essere stato privatamente e provvisoriamente tumulato presso il Cimitero Monumentale di Milano, un mese dopo la sua salma fu spostata nella cripta della Casa di Riposo; in quella occasione fu cantato da 820 cantanti il coro Va, pensiero, dal Nabucco, diretto da Arturo Toscanini. Una  folla enorme presenziò al funerale che  i giornali dell’epoca stimarono in circa 300.000 persone.

và pensieroIsraele2013: emissione dedicata al bicentenario della nascita di G. Verdi ed al Va Pensiero                                                               del Nabucco

Image0010Busta filatelica dedicata al centenario della nascita di Arturo Toscanini viaggiata in Milano  per Raccomandata il 28 Marzo 1987.                                      

Alla prossima!!

Parliamo di Monete 2

Salve amici, con piacere dopo molto tempo, torno a parlare di numismatica per riprendere il discorso sulla storia della moneta, ma questa volta come anticipai già, esclusivamente riferito alla storia di Roma.

Nelle immagini delle monete che seguiranno, ho cercato di mantenere una certa proporzione e dimensione il più possibile vicina alla realtà.

Le monete di Roma antica

Dunque come già dicemmo a carattere generale, in origine e così a Roma, la prima e più importante unità di misura in uso per il baratto fu il pecus = (pecora, agnello) ce ne danno conferma anche alcuni autori antichi come Fausto, che ci narra di una multa per reati di poco conto, calcolata a due pecore, mentre per i reati più gravi, poteva arrivare a dieci buoi.

Il termine pecus con la denominazione pecunia ovvero denaro è giunto poi fino ai nostri giorni.

Successivamente, circa dal VII sec. a.C. a tutto il periodo monarchico (753-509 a.C.) ed anche parte del periodo repubblicano , fino al III secolo a.C., per il commercio, fra le prime forme di pre-monete in uso presso Roma, vi fu l’aes rude, la parola latina aes ( aeris al genitivo) significa bronzo, quindi come baratto, venivano usati pezzi di metallo grezzo di fusione, da pesare in ogni transazione, alcuni con segni di marcatura probabilmente per distinguerli da altri residui di lavorazione.

alcuni ritrovamenti di aes rude

In seguito comparve aes signatum, barra di bronzo ferroso di forma più rigorosamente geometrica con segni sovraimpressi in ambo le facce, fra i primi, il più noto fu il ramo secco stilizzato, di difficile interpretazione.

Questo tipo di monetazione primitiva, come dimostrato dai numerosi ritrovamenti, era circolante prevalentemente nell’Italia centrale.

frammento di ramo secco rinvenuto a Bilatemi presso Gela, datato certamente tra il 560-540 a.C.. Probabilmente giuntovi attraverso il commercio.

lingotti di ramo secco stilizzato

Successivamente sono stati rinvenuti molti altri lingotti, probabilmente tutti realizzati all’epoca su iniziativa di singoli mercanti, con molte altre figure impresse dal produttore, come: aquile, tridenti, cavalli alati, elefanti, maiali, tripodi, ancore, ecc.. così da permettere il loro riconoscimento.

Il loro peso variava da 1,150 a 1,850 Kg. pari circa a 5 libbre romane.

aes signatum con aquila e tridente

Roma produsse anche un aes signatum caratterizzato dall’iscrizione “ROMANOM” cioè (dei Romani).

aes signatum “ROMANOM”

La necessità di pesare il metallo per ogni scambio, creava comunque un’inconveniente non trascurabile.

La monetazione fusa

Con l’avvio del commercio via mare, intorno al (335 a.C.) comparve la prima monetazione standardizzata da parte dello stato, l’aes grave detto anche asse librale, una serie di monete “pesanti” realizzate per fusione.

Il peso dell’asse come detto, inizialmente era pari ad una libbra romana (327,46 gr.), ed aldilà della raffigurazione riportata, avendo un peso costante ed impresso anche sulla moneta, esso era uguale al valore intrinseco.

asse I con al dritto Giano bifronte ed al rovescio prora di nave sormontata da segno verticale indicante 1.

semisse S
triente 0000
quadrante 000
sestante 00
oncia 0

Frazioni dell’asse che era segnato con I (uno), furono il semisse con S (1/2 asse), il triente con quattro globetti (1/3 d’asse), il quadrante con tre globetti (1/4 d’asse), il sestante con due globetti (1/6 d’asse) e l’oncia con un globetto (1/12 d’asse).

Occorre precisare che mentre a Roma, la storia della moneta si evolveva come descritto, nel sud della penisola, a causa della colonizzazione greca la monetazione era già ben più raffinata.

Le emissioni romano-campane

L’apertura al commercio estero ( in particolare Magna Grecia), segnò un’evoluzione in questo senso, quando i romani entrarono in contatto con le civiltà greche del meridione d’Italia, le monete in bronzo non erano più adatte, avendo esse un valore insufficiente per gli scambi commerciali, mentre le città della Magna Grecia utilizzavano monete d’argento.

L’alleanza con i Campani del (326 a.C.) quindi, ebbe il suo effetto quando la zecca (dalla parola araba “sikka”, ovvero “conio”) di Cuma, produsse le prime monete romane in argento, ma di impronta ancora prettamente greca la didracma.

Da qui la denominazione (emissioni romano-campane).

didracma zecca di Neapolis arg, 7,32 gr.
didracma zecca di Neapolis arg. 7,32 gr.

Queste monete sono contemporanee alle emissioni di una serie di colonie e socii, fra cui Cales, Suessa, Teanum Sidicinum, con tipi simili, che fanno ipotizzare l’esistenza di accordi monetari.

Anche se lo stile era palesemente greco, la tipologia era caratteristica delle civiltà italiche, con le figure di: Marte, Minerva, la lupa con i gemelli, Giano. L’ etnico invece, che inizialmente, secondo l’usanza greca era “ROMANO”, presto diventerà “ROMA” secondo le abitudini italiche.

La zecca di Roma

Secondo il giurista Pomponio, nel (289 a.C.) furono stabiliti i “triunviri monetales“, magistrati responsabili alla monetazione e la zecca fu posta sul Campidoglio, vicino al tempio di Giunone Moneta (cioè “ammonitrice”), per questo motivo ancora oggi il denaro lo chiamiamo “moneta”.

Probabilmente così era il Tempio di Giunone Moneta in Campidoglio dove oggi è l’Ara Caeli

La didracma presto venne sostituita quando la zecca dal (221 a.C.) coniò sempre in argento, una moneta più famosa conosciuta col nome vittoriato o quadrigato. Presentava al dritto una testa giovanile di Giano ed al rovescio Giove e la Vittoria su una quadriga, da cui il nome.

quadrigato argento 5,57 gr.

Quest’ultima non raggiunse una grossa diffusione, fu impiegata quasi esclusivamente nel commercio con i greci dell’Italia meridionale e le campagne galliche.

Coniazione di monete a martello

La moneta d’argento di riferimento dell’economia romana fu per circa 400 anni però, il denario, battuto per la prima volta a Roma intorno al (211 a.C.); il termine derivante da “deni”, ossia “per dieci” (assi di bronzo), identificato con il numero romano X pesava 4,55 gr.

denario arg. 4,55 gr.

Le prime monete raffiguravano da un lato la testa di Roma con elmo alato e dall’altro i Dioscuri a cavallo con la scritta ROMA.

In seguito le immagini utilizzate furono prevalentemente quelle di vecchie glorie famigliari dei magistrati, sovraintendenti alla coniazione.

L’affermazione del “denario” accompagnò le azioni militari romane al punto da divenire quasi l’unica moneta circolante nel Mediterraneo. Anche lo stipendio militare era pagato in monete d’argento. Commercianti greci, romani e italici compravano e vendevano a suon di “denari” e resterà alla base della monetazione romana fino al III sec. d.C. quando fu sostituito dall’antoniniano, e la sua fama è testimoniata dal termine “denaro” che tuttora noi utilizziamo.

antoniniano lega di rame e argento da 3,5 a 5 gr.

Il denario aveva come sottomultipli: il quinario (1/2 denario) identificato dal numero romano V ed il sesterzio (1/4 denario) identificato dalla marca IIS ed in seguito HS.

sesterzio argento circa 1 grammo

Il sesterzio, fino al III sec. d.C. probabilmente fu la moneta più diffusa nel mondo romano, durante il periodo Repubblicano venne coniato sporadicamente sotto forma di piccola moneta d’argento, e fu solo dopo la riforma di Augusto nel (23 a.C.) che conobbe una maggiore diffusione.

Divenne una moneta di grande formato, non più in argento ma in oricalco, una lega (90% rame, 10% zinco). Cambiarono anche le dimensioni, con un diametro di 32-34 mm., uno spessore di 4 mm. ed un peso di 25-28 grammi.

sesterzio di Nerone oricalco 27 gr.

Era divenuto oramai per antonomasia, “la moneta romana”, poiché il suo valore, equivalente a (circa 2 euro di oggi) era abbastanza basso per non aver bisogno di sottomultipli , ma anche abbastanza alto da essere comodo nelle valutazioni dei cambi.

La monetazione durante le guerre civili

Negli ultimi anni della Repubblica romana, immediatamente precedente alla nascita del “principato”, detto anche periodo delle guerre civili, le monete venivano emesse a nome dei generali che si combattevano tra loro in virtù del loro “imperium”.

Si tratta quindi delle monete di: Pompeo, Giulio Cesare, Bruto, Cassio, Labieno, Sesto Pompeo, Lepido, Marco Antonio ed Ottaviano, da soli o con altre persone.

Le monete coniate in questi anni rispecchiano così l’andamento della lotta politica e delle guerre in corso. I loro contenuti propagandistici risultano accentuati e per le prime volte vi sono rappresentate anche le persone viventi.

C’è da notare che queste monete rimasero in circolazione per circa 200 anni a causa della carenza di metallo prezioso.

denario di Cesare (testa laureata e cometa a 8 raggi DIVVS IULIV[S]

Le monete come strumento di economia e propaganda

Il valore delle monete romane, come d’altronde di tutte le monete antiche, era dato a differenza di oggi, dal loro valore intrinseco, cioè il valore del metallo con il quale erano realizzate.

Ovviamente non tutte le monete in circolazione erano in metallo prezioso, ciò per avere anche dei valori utilizzabili per uso quotidiano.

Nel I secolo d. C. , ad esempio, con un asse si poteva acquistare mezza libra di pane.

asse di Claudio

Oltre al riflesso economico le monete ebbero anche un ruolo fondamentale nel diffondere nella società romana idee e messaggi in esse riportati.

Le immagini dei primi denari consistevano di solito nel busto di Roma sul dritto e di una divinità alla guida di una biga o di una quadriga al rovescio. Il nome del “magistrato monetario” non appariva, anche se a volte presentavano lettere o simboli di identificazione, ma ben presto si arrivò a rappresentare scene della storia famigliare dei monetari: ad esempio, Sesto Pompeio Fostulo, rappresentò il suo avo Fostulo, che assisteva Romolo e Remo allattati dalla lupa. Questi casi sempre più ampi e frequenti, divennero strumento di promozione delle classi in lotta per il governo della Repubblica. Un passo in avanti nell’uso delle immagini utilizzate si ebbe con l’emissione di Giulio Cesare che riportavano il suo ritratto.

Con quest’ultime, termina la fase della monetazione anonima o legata alla famiglia dei magistrati monetari, per iniziare l’emissione di monete legate alla figura reggente il governo di Roma.

Questa impostazione venne adottata anche nel periodo imperiale progressivamente associata a quella delle divinità, come durante la campagna contro Pompeo, nella quale Cesare emise monete con immagini di Venere ed Enea, con l’obbiettivo di divulgare l’ipotesi di una sua discendenza divina.

Ancora in maniera più spinta fece Commodo facendosi raffigurare vestito con pelle di leone e proclamandosi come reincarnazione di Ercole.

Quindi le monete si dimostrarono così un nuovo e straordinario strumento di propaganda, mentre il dritto continuava a riportare l’immagine dell’imperatore, la progressiva diversificazione del rovescio era usata anche in concomitanza di eventi bellici, per sottolineare sia l’occupazione, la liberazione o la pacificazione di un territorio.

sesterzio 192 d.C.

Commodo con pelle di leone e rovescio con clava e scritta HERCUL ROMANO AUGU

Alcune di queste iscrizioni a volte erano anche estremamente di parte, come nel 244 quando si annunciò trionfalmente la pace con la Persia, anche se i romani furono costretti dai persiani, all’esborso di forti somme di denaro per ottenere la fine delle ostilità. Cosa che il popolo naturalmente ignorava.

Le monete d’oro

Prima della conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare, con la relativa disponibilità di metallo prezioso delle sue miniere, a Roma le monete in oro apparvero raramente.

Le prime emissioni di monete d’oro vi furono intorno al 286 a.C. in Campania, chiamate statere del peso di 6,82 gr. poi nel 209 a.C. mezzo statere di 3,40 gr., raffiguranti il volto di Giano bifronte.

mezzo statere oro 3,40 gr. Giano e scena di giuramento

L’emissione regolarmente dell’aureo, nel sistema monetario romano, iniziò dal I sec. a.C. fino al IV sec. d.C., quando venne soppiantato dal solido.

Le monete più preziose venivano utilizzate per le transazioni internazionali, quelle di minor valore, invece, per l’economia domestica. La coerenza dell’insieme era assicurata da cambi fissi: 1 aureo = 25 denari = 100 sesterzi = 400 assi.

Lo stato per tutta la durata della Repubblica agì con prudenza e saggezza nella regolazione delle coniazioni (quantità, peso e titolo).

L’aureo era della stessa forma del denario, ma naturalmente più pesante.

Secondo la storia, pare che il primo aureo, di una certa rilevanza, sia stato emesso nel 48 a.C. da Caio Giulio Cesare, che mostrava la testa di Venere. Cesare rese stabile il peso a 1/40 di libbra romana circa 8 gr.

aureo di Cesare oro 8 gr. circa

In quest’epoca e per tutta l’età imperiale , si diffuse l’usanza di recare nel rovescio della moneta, scene di gloria o divine, mantenendo sul dritto l’effige dell’Imperatore o di un suo congiunto.

La produzione di monete d’oro diminuì drasticamente nella parte finale del II secolo, dopo il regno di Marco Aurelio. Durante il III secolo pezzi in oro comparirono anche in frazioni e multipli.

aurei di Marco Aurelio di cui uno in onore della moglie Faustina minore

Nel 309 Costantino I introdusse il solido, di forma poco più grande e sottile, mentre l‘aureo era più piccolo e spesso.

Il solido ebbe poi una larga diffusione soprattutto nell’Impero Romano d’Oriente.

solido di Costantino I oro 4,50 gr. circa

La monetazione imperiale e le riforme.

Il periodo imperiale d’occidente, considerandolo da Giulio Cesare (anche se in realtà fu dittatore, ma non fu mai, ne Imperatore ne Augusto), durò circa cinque secoli. Durante questo periodo si susseguirono al trono di Roma oltre cento Imperatori.

Diverse quindi furono anche le riforme e le controriforme che subì il sistema monetario dell’epoca.

Per ovvi motivi quindi, citeremo di seguito e senza approfondire solo le più significative.

La prima riforma monetaria dell’Impero Romano si ebbe con Augusto, nel 15 a.C. quando il denarius aureus si stabilizzò su 1/42 di libbra. La coniazione delle monete d’oro e d’argento passò sotto il controllo diretto dell’Imperatore, evidenziate dalle lettere “P” e “M” ovvero Procurator Monetae, lasciando ai senatori, il controllo su quelle in bronzo, utilizzate dal popolo e di minore importanza, evidenziate dalle lettere “S” e “C” ovvero Senatus Consulto.

Monete con evidente “S” e “C” di “Senatus Consulto

Successivamente la riforma di Nerone diminuì il peso dell’aureo e del denario, riforma poi annullata da Domiziano che riportò i valori delle monete a quelli augustei.

I vari alleggerimenti nel peso del metallo non modificarono però il potere nominale di scambio, che rimase invariato, così facendo il valore reale delle monete diminuiva rispetto a quello nominale, avviandosi in pratica ad acquisire soprattutto un valore convenzionale attribuito per legge; questo fu il primo clamoroso esempio di svalutazione monetaria, che si sarebbe ripetuto poi molte altre volte nel corso della storia romana, per svariate cause (progressiva svalutazione dell’argento, carestie di guerra, malgoverni, ecc..).

Traiano, a sua volta, tornò al sistema neroniano finché nel 215, con l’Imperatore Caracalla, si ebbe un’altra riforma: venne svalutato l’aureo per contrastare la grande svalutazione del denario, che durante gli imperi precedenti si era ridotto di circa il 50 % di argento.

Aureliano successivamente provvide a riformare l’organizzazione delle zecche situate nelle varie provincie dell’impero.

Con la riforma di Diocleziano del 295, essendo l’Impero diviso su due territori assegnati a due regnanti, fece sì che le monete non rappresentassero più un singolo Imperatore, ma sul dritto ne riportassero l’immagine idealizzata, con un rovescio che tipicamente celebrava la gloria e la potenza di Roma.

Oltre all’antoniniano, che aveva un peso di 3,90 gr. fu introdotta una nuova moneta in bronzo, il follis, con un peso di circa 10 gr..

follis di Costantino I bronzo 10 gr. circa

L’ultima riforma dell’Impero Romano infine fu quella di Costantino I il grande nel 310, che si rifaceva al sistema bimetallico di Augusto.

Come moneta d’oro venne introdotto il solido con un peso di 4,54 gr., mentre come moneta d’argento, la siliqua , di 2,27 gr., inoltre con un valore doppio della “siliqua” fu introdotto il miliarensis che quindi aveva lo stesso peso del “solido”.

Per le monete di bronzo, il nummus di 3 gr. Equivalente ad 1/100 di “siliqua” , sostituì poi il “follis”, ormai fortemente svalutato.

Il sistema monetario di Costantino, salvo piccole correzioni riguardanti le monete di rame, durò quindi fino alla fine dell’Impero Romano d’Occidente.

siliqua arg. 2,27 gr. circa
nummus bronzo 3 gr. circa

Per l’Impero Romano d’Oriente, nel 498 si ebbe la riforma dell’Imperatore Anastasio, che non si differenziò sostanzialmente dalla precedente.

Dopo la fine dell’impero, la zecca di Roma fu gestita dal Papato che proseguì la coniazione, seguendo prima il sistema monetario bizantino ed in seguito quello carolingio, ovvero il sistema monetario istituito da Carlo Magno.

Sperando di non essere stato noioso, auguro buona salute a tutti, e alla prossima...

Sospensione delle attività in presenza

Con grande rammarico comunichiamo che a seguito dell’Ordinanza della Presidente della G.R. n. 68 del 23 Ottobre 2020 e delle successive Disposizioni del DPCM del 24 Ottobre 2020 siamo costretti a sospendere tutte le attività in presenza del nostro Circolo Filatelico – Numismatico almeno fino al 24 Novembre p.v.

In conseguenza di quanto sopra l’Assemblea ordinaria dei soci già prevista per Sabato 31 Ottobre è rimandata a data da destinarsi.

Sarà nostra cura informarvi tempestivamente non appena ci saranno nuove comunicazioni da parte delle Autorità competenti.

120° anniversario dell’Opera Lirica Tosca, capolavoro di Giacomo Puccini

Quando il drammaturgo francese Victorien Sardou , buon autore di testi teatrali, inizia a scrivere la Tosca, originariamente pensata per essere interpretata da Sarah Bernardt – soprannominata La divina – e a tutt’oggi considerata una delle più grandi attrici teatrali del XIX secolo, mai avrebbe immaginato che negli  anni a venire avrebbe avuto fama e gloria perenne.

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Tosca: manifesto realizzato da Leopoldo  Metlicovitz

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Sarah Bernardt nei francobolli di Francia ( 1945 ) e Monaco ( 1994 )

V. Sardou

V. Sardou: Cartolina postale francese dei primi anni del Novecento-edit. Les Annales politiques et littèraires, non viaggiata

La storia è nota: la Tosca di Sardou venne rappresentata al Teatro dei Filodrammatici di Milano nel 1889 e Giacomo Puccini ne fu profondamente colpito tant’è che chiese a Giulio Ricordi, probabilmente il più importante editore musicale dell’epoca, di contattare il drammaturgo francese per i diritti a musicarla.

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Tosca: cartolina postale viaggiata  il 5 Aprile 1903 da Chieti  per Benevento – edit. Alterocca Terni 

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                            Giacomo Puccini nei francobolli italiani: 2004, 1974, 2008

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Cartolina postale viaggiata in Trieste nei primi anni del Novecento – edit. Alterocca Terni 

Dopo diverse controversie e discussioni l’accordo con Victorien Sardou fu fatto; a quel punto Ricordi affidò a Giacomo Puccini, riconosciuto universalmente come uno dei maggiori e più importanti operisti della storia musicale,  l’incarico di musicare Tosca trasformandola nella famosissima opera lirica che tutti noi conosciamo.

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Cartolina postale con Annullo sul dorso F.D.C. Viareggio 8/8/1974, Onoranze a Giacomo Puccini

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Tosca: Cartolina Maximum 14 Gennaio 2000 dedicata al centenario della 1^rappresentazione

Il musicista si mise immediatamente al lavoro insieme ai librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa che dal dramma di Sardou trassero il libretto per l’omonima opera lirica in tre atti.  Nell’ottobre 1899 l’opera fu completata e il 14 gennaio 1900 venne rappresentata al Teatro Costanzi di Roma ( Teatro dell’Opera ).

Teatro dell'Opera di Roma

Cartolina postale dedicata al Teatro dell’Opera di Roma, non viaggiata

I principali protagonisti furono: il soprano Hariclea Darclée interpretò la celebre cantante Tosca, il tenore Emilio De Marchi fu il pittore Cavaradossi ed il baritono Eugenio Giraldoni ebbe il ruolo del Capo della polizia Scarpia.

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Hariclea Darcleèè e Puccini  – Cartolina postale viaggiata il 21/10/1904 da Torino a Firenze – Soc. edit. Cartoline Torino

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Hariclea Darcleè: Intero Postale rumeno del 1961, non viaggiato

Numerose personalità erano presenti alla prima, tra gli altri, il presidente del Consiglio Luigi Pelloux e la regina Margherita di Savoia. L’opera ottenne un grande successo ed in pochi anni venne rappresentata in tutto il mondo ed una grande cantante che la fece  conoscere ed amare sopratutto in Sudamerica fu la soprano Livia Berlendi.

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Livia Berlendi: cartolina postale viaggiata il 21 Dicembre 1904 da Milano a Trieste – foto Varischi e Artico – Giulio Ricordi edit. Milano

Tosca è certamente l’opera più drammatica di Puccini: è una storia  d’amore e di morte. E’ambientata a Roma nel 1800 in una atmosfera di cupo dominio poliziesco e clericale, permeata dall’eco degli avvenimenti rivoluzionari in Francia e dalla caduta della prima Repubblica giacobina Romana con il conseguente ripristino dello Stato Pontificio.

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Giacomo Puccini e Tosca nei francobollli di San Marino ( 1999 ) e Uruguay ( 2000 )

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Tosca, atto II, cartolina postale viaggiata per Chieti nei primi anni del Novecento, edit. Alterocca Terni 

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Tosca, romanza Vissi d’arte, cartolina privata con Annullo delle Poste di San Marino del 26.04.2008 in Terni ( sul dorso )

Indimenticabili, commoventi  e di toccante intensità le romanze Vissi d’arte (2°atto) insieme all’altra del terzo atto E lucevan le stelle  interpretate da grandi soprano, tenori e baritoni.

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Tosca, romanza E Lucevan le stelle, cartolina privatacon Annullo delle Poste di San Marino del 26.04.2008  in Terni

Tra i grandi interpreti di Tosca vanno ricordati  Maria Callas, Renata Tebaldi, Beniamino Gigli, Tito Gobbi, Luciano Pavarotti,  Plàcido Domingo, Katia Ricciarelli  e Josè Carreras.

Beniamino Gigli

Beniamino Gigli: cartolina postale viaggiata il 16 Aprile 1959 da Recanati a Palermo – Fototipia Berretta, Terni

 

Tebaldi

G. Heinisch: Renata TebaldiVioletta in La Traviata, cartolina postale degli anni novanta del Novecento, non viaggiata

i tre tenori bis

Guinea Bissau 2011: i tre tenori, foglietto emesso per il 70° della nascita di Placido Domingo

Luciano Pavarotti

Luciano Pavarotti mentre si prepara per entrare in scena. Opera: Rigoletto di Giuseppe Verdi. Annullo postale al dorso Modena 6/9/2010 per il 3°anniversario della scomparsa del Maestro, non viaggiata. A cura del Circolo filatelico Tassoni di Modena

Luciano Pavarotti

Cartolina Maximum, Roma 24/10/2009, dedicata al grande Luciano Pavarotti; la frase di cui sopra è comparsa in lingua inglese ed in italiano sul sito ufficiale di Luciano Pavarotti il 6 Settembre 2007, giorno della sua morte.

 

Alla prossima e statemi bene!!!!!

 

Pamięci Fryderyka Chopina – In Memoria di Frèdèric Chopin

Il grande compositore e pianista polacco naturalizzato francese era nato a Zelazowa Wola il 22 Febbraio del 1810 da padre francese e madre polacca, entrambi insegnanti: lui di francese al Liceo di Varsavia, lei impartiva lezioni di pianoforte.

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Cartolina postale francese, Parigi  10 Novembre 1956, F.D.C. non viaggiata

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Intero Postale polacco con annullo  Varsavia 2 Ottobre 1980 e immagine della sua casa a Zelazowa Wola

Il giovane Fryderyk Franciszek ( questo il suo nome in polacco che risulta nel registro parrocchiale dei battesimi del piccolo paese natìo ), fin da ragazzo ebbe una salute cagionevole e soffrì molto di una tosse continua che lo porterà alla morte per tubercolosi polmonare.

Dopo aver studiato  pianoforte con il musicista boemo Vojtĕch Živný, approfondì gli studi di composizione con Józef Elsner, direttore del Teatro Nazionale di Varsavia nonchè buon compositore, musicologo e teorico della musica polacca.

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Intero Postale polacco del 1974 dedicato a  Józef Elsner

Era ancora molto giovane ( aveva circa venti anni ) quando lasciò la Polonia per non ritornarvi mai più trasferendosi nel 1831  a Parigi  dove l’ambiente intellettuale e musicale lo accolse con grande amicizia e stima reciproca.

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Lettera raccomandata 19 Gennaio 1952 da Varsavia a Camp Hill, Pa, Stati Uniti; nei francobolli sono raffifgurati F. Chopin e Stanislaw  Moniuszko

Fece vita riservata e virtuosa scrivendo magnifica musica che ebbe un notevole successo nei salotti aristocratici che frequentava insegnando pianoforte e che lo fecero rapidamente diventare un grande pianista e compositore.

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Cartolina maximum  Città del Vaticano 20 Settembre 2010 dedicata al bicentenario di Chopin e Schumann

Conobbe molti musicisti ed artisti tra i quali Franz Listz, Vincenzo Bellini, Hector Berlioz, Gioacchino Rossini, Eugène Delacroix, Honoré de Balzac, Heinrich Heine e Adam Mickiewicz.

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Polonia, 25 Ottobre 1956 F.D.C. – nel foglietto sono raffigurati F. Chopin e Franz Liszt

Nel 1838 conosce la scrittrice francese George Sand di cui si innamora perdutamente; con lei ebbe un forte rapporto d’amore che ben presto, però, si incrinò divenendo molto difficile e caotico fino ad interrompersi definitivamente nel 1847.

       George-Sand-1804-1876  1957, G. Sand   Dal libretto Patrimonio della Francia, casa di George Sand

Frederic Chopin scrisse pagine meravigliose di musica per pianoforte solista: come non ricordare le polonaise e gli appassionati Notturni!!

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Lionello Balestrieri: Chopin compone I Preludi, cartolina postale francese degli anni venti del Novecento, I.Lapina edit. Parigi, non viaggiata

Anche la musica popolare, con le  mazurche ebbe notevole influenza sul suo stile compositivo; meno conosciuti ed ascoltati i due concerti per pianoforte ed orchestra e diverse romanze per pianoforte.

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Intero Postale Polacco del 1963

Dopo essersi separato con George Sand cadde in una forte depressione che, nel breve tempo, insieme alle sue cattive condizioni di salute dovute alla tubercolosi, lo porterà alla morte  il 17 ottobre del 1849 assistito fino all’ultimo dai suoi amici più cari e dalla sorella Ludwika.

Venne sepolto a Parigi nel cimitero di Père Lachaise, lontano dalla sua amatissima Polonia; il suo cuore è conservato a Varsavia  nella chiesa di Santa Croce.

Tomba di Chopin

Cartolina postale francese non viaggiata, tomba di Chopin al cimitero di Père Lachaise

Dal 1927 viene organizzato in Polonia il Concorso pianistico internazionale Frèdèric Chopin, tra i più prestigiosi al mondo.

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Polonia 8 Novembre 1954, F.D.C. – 5° Concorso  di pianoforte  Frèdèric Chopin

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Libretto filatelico per il 5° Concorso pianistico internazionale Fryderyk Chopin con Annullo  Varsavia 17 Marzo 1955 ( il ritratto di Chopin nell’ovale è di Eugène Delacroix  inciso da Czesław Słania, famoso incisore polacco di francobolli e banconote ) 

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Alla prossima e statemi bene!!

E mi raccomando: STATE A CASA!!

SOSPENSIONE TEMPORANEA DI TUTTE LE ATTIVITÀ

In osservanza delle recenti disposizioni in merito alle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, la sede del Circolo rimarrà chiusa e gli incontri sospesi fino a nuova comunicazione.

Inoltre il tradizionale Convegno Filatelico, che si svolge ogni anno in primavera, quest’anno è annullato.