Garibaldi e la Spedizione dei Mille

Sono passati 160 anni e sembra ieri da quando un migliaio di volontari  con alla testa Giuseppe Garibaldi si radunarono a Quarto, nei pressi di Genova, per partire – nella notte tra il  5 e 6 Maggio 1860 – alla volta della Sicilia.

Garibaldi 3

Scampo a san Marino

Garibaldi 5

Quarto 1

Quarto bis

Nel 2010, per i 150 anni dell’Unità d’Italia, si è avuto un intervento di restauro della scultura di Baroni con un nuovo memoriale posto su una terrazza verso il mare costituito da una lastra in acciaio lunga trenta metri che riporta i nomi di tutti i partecipanti alla Spedizione dei
Mille ( 1089 ).
La parte sottostante della cartolina è tratta dall’opera pittorica ( olio su tela ) di Gerolamo Induno L’imbarco a Genova del generale Giuseppe Garibaldi del 1860 in cui sono riconoscibili, oltre allo stesso Garibaldi, Nino Bixio e Istvan Turr.

L’obiettivo della spedizione garibaldina  – nella migliore tradizione del pensiero e delle azioni mazziniane -era quello di sostenere le rivolte locali ed abbattere il Regno delle Due Sicilie di Francesco II di Borbone e del suo governo.   

Mazzini 1

Mazzini

Cantata a Mazzini - 1906

La Cantata a Mazzini, cartolina Postale italiana spedita nel 1906 da Ventimiglia a Costantinopoli.

La spedizione dei Mille fu senza alcun dubbio un’impresa fortemente temeraria con molte probabilità di essere destinata a fallire tragicamente al pari dei tentativi insurrezionali già tentati dai fratelli Bandiera e da Carlo Pisacane poi.     Quarto 3

Fratelli Bandiera 1Anche il tentativo operato dal rivoluzionario e patriota Carlo Pisacane, che ebbe inizio a Sapri, fu represso nel sangue a Sanza – nel salernitano – il 2 Luglio 1857.

PisacaneLa Spedizione invece fu l’Impresa più bella, eroica, avventurosa e romantica di tutto il Risorgimento italiano, decisiva per realizzare il lungo percorso di Unità nazionale consacrando il mito di Giuseppe Garibaldi che diverrà nel mondo simbolo di solidarietà e libertà dei popoli.Garibaldi 5La vicenda ebbe realmente inizio quella notte quando i volontari guidati da Nino Bixio, il secondo dei Mille,  si impadronirono – come da accordi informali e riservati con la Compagnia di Navigazione Rubattino e simulando un atto di pirateria – di due piroscafi della Compagnia: Il Piemonte e Il Lombardo che salparono alla volta della Sicilia.

Bixio 2

Ma quanti e chi erano davvero i Mille ? il numero esatto che sbarcarono a Marsala è di 1089 volontari così come risulta sulla Gazzetta ufficiale del Regno d’Italia del 12 novembre 1878.
Molti di loro provenivano prevalentemente dalle regioni centro-settentrionali, in particolare da Bergamo e Genova , ed avevano già combattuto con Garibaldi nel Corpo dei Cacciatori delle Alpi. Gli altri per la maggior parte provenivano dal ceto medio ed intellettuale (erano avvocati, medici, farmacisti, ingegneri, commercianti ecc.. ), ma anche artigiani, operai, numerosi capitani di mare, alcuni artisti e pittori insieme a patrioti, diversi avventurieri, anarchici ed idealisti alcuni dei quali ricercati ed inseguiti dalle polizie di mezzo mondo.

Monumento ai Mille bis

Cacciatori delle Alpi ter

Tra gli altri c’erano anche: Menotti, il figlio di Garibaldi, Francesco Nullo, Francesco Crispi  con la moglie Rose Montmasson che girava vestita da uomo, unica donna di tutta la spedizione, ma anche Nino Bixio, Giuseppe La Masa, Agostino Bertani, István Türr, i fratelli Benedetto ed Enrico Cairoli, Stefano Canzio, Giuseppe Cesare Abba, Giovan Battista Basso, Giuseppe Missori, Giorgio Manin, Giuseppe Sirtori, Luigi Gusmaroli, Lajos Tukery, István Türr e Giovanni Acerbi che ebbe l’incarico di Intendente generale della Spedizione garibaldina con Ippolito Nievo come vice.

Menotti

Francesco Nullo

Turr 1

Nievo bis

Acerbi
C’erano anche quattro patrioti e garibaldini umbri: il nostro concittadino di Collescipoli Giovanni Froscianti, Giuseppe Polidori di Montone (PG), Giovanni Cruciani di Foligno (PG) e Pietro Stagnetti di Orvieto (TR).Giovanni Froscianti

Patrioti Umbri

Dopo una sosta a Talamone  per rifornirsi di armi e munizioni, acqua potabile e carbone,  i Mille sbarcarono l’11 Maggio a  Marsala  e quì Garibaldi emanò subito il primo Appello Ai Siciliani per chiamarli alla lotta e all’insurrezione; due giorni dopo si ebbe l’altro Proclama, quello di Salemi, con cui assumerà la Dittatura.

Garibaldi a Roma bis

Proclama ai Siciliani

Nel giro di pochi giorni e di qualche settimana i Mille aumentarono di numero grazie ai volontari meridionali e successivamente anche grazie allo  sbarco di altre spedizioni garibaldine, tra cui quelle guidate dai Generali Enrico Cosenz e Giacomo Medici; ciò consentì di costituire l’Esercito Meridionale di Garibaldi che arrivò a contare circa 45.000 uomini che poi fu sciolto prima della proclamazione del Regno d’Italia del 1861.

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Il primo terribile ma vittorioso scontro con i soldati borbonici avvenne nella battaglia di Calatafimi dove i Mille ebbero trenta caduti e circa centocinquanta feriti ma la via per Palermo era aperta anche se vi fu ancora un tentativo delle truppe borboniche di fermare l’avanzata delle camicie rosse nei pressi di Monreale dove cadde Rosolino Pilo, anima e capo storico delle rivolte siciliane insieme a Giuseppe La Masa.Garibaldi a Calatafimi

La Masa 1

Dopo diversi combattimenti anche strada per strada, tra il 28  e il 30 maggio, Palermo venne conquistata e si avvierà di fatto il crollo ed il disfacimento del Regno meridionale dei Borbone; un episodio della presa della città è stato ricordato efficacemente da Renato Guttuso nel suo quadro La battaglia del Ponte dell’Ammiraglio del 1951/52.

Palermo

Teatro Politeama Garibaldi

Nei diversi scontri palermitani morì il patriota e militare ungherese  Lajos Tukory che comandava l’avanguardia che sferrò l’attacco alla città e furono feriti, tra gli altri, Benedetto Cairoli, Stefano Canzio e Nino Bixio; Garibaldi stesso pronunciò il discorso funebre per Tukory ricordandolo come combattente per la libertà d’Italia.

Centenario Risorgimento

Benedetto Cairoli OK

Bixio 1 OK

Erinnofilo Garibaldi

Erinnofilo  dedicato a Giuseppe Garibaldi dei primi anni del Novecento, con scritta Nizza sarà italiana, abbastanza raro.

Dopo la sanguinosa, drammatica e vittoriosa battaglia di Milazzo del 20 Luglio dove le truppe garibaldine pagarono un prezzo altissimo tra morti e feriti ( circa ottocento ) molto superiore rispetto ai borbonici , Giuseppe Garibaldi valutò che lo sbarco in Calabria e l’avanzata su Napoli era ormai da farsi. Da ricordare che in tale episodio lo stesso Garibaldi rischiò la vita in quanto  era stato accerchiato da un drappello della cavalleria borbonica e soltanto il coraggioso intervento di Giuseppe Missori, insieme al Maggiore di Cavalleria Vincenzo Statella, lo salvò da morte certa.MILAZZO OKOK

Varcato lo Stretto a Melito (30 km. da Reggio) nella notte tra il 20 e 21 Agosto venne portato l’attacco a Reggio Calabria e dopo circa otto ore di combattimenti, con numerosi morti e feriti, la città fu presa dalle truppe garibaldine; da quel momento la marcia dell’Esercito meridionale di Garibaldi verso Napoli avvenne senza scontri e combattimenti, ovunque era festeggiato ed acclamato.Garibaldi4

Il 6 Settembre Francesco II  e la regina lasciarono la capitale via mare per Gaeta; il giorno dopo, al mattino, Giuseppe Garibaldi salì su un treno speciale a Cava dè Tirreni e da qui con i suoi ufficiali e collaboratori arrivò alla stazione di Napoli acclamato da un’immensa folla chiassosa e festante.

Salito poi su una carrozza insieme ad Agostino Bertani, Nullo, Gusmaroli e Stagnetti – mentre Enrico Cosenz e Giuseppe Missori lo seguivano a cavallo, si diresse verso il palazzo della Foresteria dove, dalle finestre, tenne un discorso alla folla sottostante. 

Garibaldi a Napoli

Venne ricevuto dal ministro dell’Interno del Regno delle due Sicilie Liborio Romano mentre reparti militari borbonici – senza opporre alcuna resistenza – gli presentavano persino le armi. Garibaldi governò Napoli da Dittatore per circa due mesi sperimentando, tra l’altro, alcune riforme sociali, libera educazione ed anche costruzioni ferroviarie.

Garibaldi a Napoli 1 definitivo

Dopo la vittoriosa battaglia campale  del Volturno avvenuta tra il 26 settembre ed il 2 ottobre 1860, considerata una delle più importanti e decisive del Risorgimento perchè fu l’ultimo tentativo delle truppe borboniche di fermare l’Esercito Meridionale guidato da Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso di Cavour -visto scosso il prestigio della Monarchia dal compimento dell’Unità  ad opera soltanto delle truppe garibaldine – inviò l’Esercito Regio nelle  Marche e in Umbria ( che erano ancora sotto il potere del papa ) per annetterle manu militari al Regno di Sardegna e per impedire anche e sopratutto che Garibaldi arrivasse fino a Roma.CAVOUR definitivo

Da ricordare la sconfitta degli zuavi pontifici nella battaglia di Castelfidardo a seguito della quale le truppe papali  superstiti si trincerarono nella piazzaforte di Ancona dove furono poi sconfitte dall’esercito sardo dopo un assedio che ebbe luogo tra il 24 ed il 29 Settembre 1860.Castelfidardo

Monumento delle Marche

Il 14 Settembre 1860 le truppe piemontesi del Generale Gerbaix De Sonnaz entrarono in Perugia sconfiggendo le forze papaline asserragliate all’interno della Rocca Paolina; il 17 Settembre le truppe con a capo il Generale Filippo Brignone liberarono Spoleto dopo un violento cannoneggiamento e successivo assalto della Rocca Albornoziana.

Liberazione rocca albornoziana a spoleto

Assalto alla Rocca di Spoleto definitivo

Spoleto

Il 20 Settembre Terni vedrà entrare in città, attraverso la Porta Spoletina, le truppe piemontesi del Generale Filippo Brignone costituite dai Granatieri di Lombardia, dai Cavalleggeri del Regg.to Nizza e dai Bersaglieri del 9°Battaglione che vi rimasero fino all’anno dopo in quanto Terni divenne sede del comando della XV Divisione.Terni

Filippo Brignone

Bersaglieri

Il 3 Ottobre Vittorio Emanuele II entrò in Abruzzo alla testa delle truppe sarde per poi dirigersi verso Napoli; il 26 Ottobre incontrò Giuseppe Garibaldi  a Teano che lo salutò re d’Italia e tale episodio – divenuto simbolicamente la consegna al re dei territori conquistati – sancì storicamente la conclusione dell’Impresa dei Mille.TEANO

Bicentenario GaribaldiI  I giorni  successivi per Garibaldi furono tristi e segnati dall’amarezza perchè i suoi uomini vennero più volte offesi da ufficiali dell’esercito piemontese ed anche perchè la sua richiesta di essere nominato Primo Governatore del vecchio Regno di Napoli non venne accolta al pari di quella relativa al pieno inserimento dei suoi volontari nell’esercito regolare. 

Oltre a questo il 6 Novembre a Caserta Garibaldi aspettò invano che il re intervenisse alla parata d’addio e passasse in rassegna i garibaldini che lo aspettavano schierati; il re, contrariamente a quanto promesso, non si presentò. Sempre in quella occasione Luigi Farini che Cavour aveva nominato Luogotenente generale delle provincie napoletane – sollevato peraltro da tale incarico qualche mese dopo con il principe Eugenio di Carignano,vietò l’esecuzione dell’ Inno di GaribaldiInno di Garibaldi bis

Due giorni dopo nella grande sala del palazzo reale di Napoli, alla presenza dei pro-dittatori, dei ministri e dei grandi poteri dello Stato, G.Garibaldi aveva rassegnato i suoi poteri da Dittatore e firmato l’atto con cui donava il Regno delle Due Sicilie a Vittorio Emanuele II. La storica Impresa era terminata, era ormai pronto e deciso a partire; voleva tornare a Caprera per trovare quella pace e quella serenità che non trovava in mezzo ai tanti che aveva beneficiato.

In giornata aveva visitato i feriti di tante battaglie e nel suo saluto d’addio ai compagni d’arme si era rivolto a loro con grande affetto esprimendo tutta la sua commossa gratitudine per il modo in cui avevano compiuto la penultima tappa del Risorgimento nostro con l’invito a tenersi disponibili e sempre pronti per le future battaglie per dare l’ultima scossa, l’ultimo colpo alla crollante tirannide.

Ai soldati della libertà italiana, tra l’altro, disse solennemente queste parole: Che ritornino alle loro case quelli soltanto chiamati da doveri imperiosi di famiglia e coloro che, gloriosamente mutilati, hanno meritato la gratitudine della Patria. Essi la serviranno ancora nei loro focolari col consiglio e con l’aspetto delle nobili cicatrici che decorano la loro maschia fronte di venti anni; all’infuori di questi gli altri restino a custodire le gloriose bandiere.Festeggiamenti Pro Società Garibaldini Milano bisIl Il 9 Novembre 1860, di buon mattino, rifiutando onorificenze e donazioni cospicue da parte del re, ricco soltanto di un sacco di sarmenti, fagioli e un pò di semi per il suo orto, Garibaldi si imbarcò sulla nave Wascington che lo avrebbe portato alla solitaria povertà di Caprera, l’isola che aveva comprato ( inizialmente per metà ) nel 1854 e che fu, per oltre venti anni, la sua ultima dimora. Primo centenario nascita Garibaldi

Con lui c’era anche il figlio Menotti e i fedelissimi Giovanni Froscianti, G. Battista Basso, Luigi Gusmaroli, Luigi Coltelletti e Pietro Stagnetti che lo aiuteranno poi  nella conduzione e gestione della sua modesta azienda agricola.Menotti

Froscianti

Spedizione 25 bis

Nel 1862, all’indomani della Spedizione dei Mille, Alessandro Pavia – patriota e fotografo milanese con negozio a Genova – ebbe l’idea di fotografare tutti i partecipanti all’Impresa sbarcati a Marsala per farne poi un album.

Alessandro Pavia

Dopo cinque anni riuscì a realizzare L’Album dei Mille con circa 850 ritratti i cui primi due esemplari vennero regalati uno al re Vittorio Emanuele II di Savoia e l’altro a Giuseppe Garibaldi, a cui il progetto era dedicato.

I ritratti erano realizzati con la tecnica della carte de visite, un tipo di immagine brevettata nel 1854 da André Adolphe Eugène Disderi, fotografo francese con negozio a Parigi; con questa tecnica si potevano realizzare otto clichè sulla stessa lastra di vetro creando piccole immagini (5,2 cm X 8,7 cm) che poi si incollavano su cartoncini grandi come biglietti da visita.

A39_big Regno d’Italia 6 aprile 1932 – 50º anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi

Vittorio Emanuele II

           Italia 2 giugno 2011 – Protagonisti dell’unità d’Italia, Vittorio Emanuele II

Sospensione delle attività in presenza

Con grande rammarico comunichiamo che a seguito dell’Ordinanza della Presidente della G.R. n. 68 del 23 Ottobre 2020 e delle successive Disposizioni del DPCM del 24 Ottobre 2020 siamo costretti a sospendere tutte le attività in presenza del nostro Circolo Filatelico – Numismatico almeno fino al 24 Novembre p.v.

In conseguenza di quanto sopra l’Assemblea ordinaria dei soci già prevista per Sabato 31 Ottobre è rimandata a data da destinarsi.

Sarà nostra cura informarvi tempestivamente non appena ci saranno nuove comunicazioni da parte delle Autorità competenti.

120° anniversario dell’Opera Lirica Tosca, capolavoro di Giacomo Puccini

Quando il drammaturgo francese Victorien Sardou , buon autore di testi teatrali, inizia a scrivere la Tosca, originariamente pensata per essere interpretata da Sarah Bernardt – soprannominata La divina – e a tutt’oggi considerata una delle più grandi attrici teatrali del XIX secolo, mai avrebbe immaginato che negli  anni a venire avrebbe avuto fama e gloria perenne.

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Tosca: manifesto realizzato da Leopoldo  Metlicovitz

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Sarah Bernardt nei francobolli di Francia ( 1945 ) e Monaco ( 1994 )

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V. Sardou: Cartolina postale francese dei primi anni del Novecento-edit. Les Annales politiques et littèraires, non viaggiata

La storia è nota: la Tosca di Sardou venne rappresentata al Teatro dei Filodrammatici di Milano nel 1889 e Giacomo Puccini ne fu profondamente colpito tant’è che chiese a Giulio Ricordi, probabilmente il più importante editore musicale dell’epoca, di contattare il drammaturgo francese per i diritti a musicarla.

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Tosca: cartolina postale viaggiata  il 5 Aprile 1903 da Chieti  per Benevento – edit. Alterocca Terni 

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                            Giacomo Puccini nei francobolli italiani: 2004, 1974, 2008

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Cartolina postale viaggiata in Trieste nei primi anni del Novecento – edit. Alterocca Terni 

Dopo diverse controversie e discussioni l’accordo con Victorien Sardou fu fatto; a quel punto Ricordi affidò a Giacomo Puccini, riconosciuto universalmente come uno dei maggiori e più importanti operisti della storia musicale,  l’incarico di musicare Tosca trasformandola nella famosissima opera lirica che tutti noi conosciamo.

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Cartolina postale con Annullo sul dorso F.D.C. Viareggio 8/8/1974, Onoranze a Giacomo Puccini

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Tosca: Cartolina Maximum 14 Gennaio 2000 dedicata al centenario della 1^rappresentazione

Il musicista si mise immediatamente al lavoro insieme ai librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa che dal dramma di Sardou trassero il libretto per l’omonima opera lirica in tre atti.  Nell’ottobre 1899 l’opera fu completata e il 14 gennaio 1900 venne rappresentata al Teatro Costanzi di Roma ( Teatro dell’Opera ).

Teatro dell'Opera di Roma

Cartolina postale dedicata al Teatro dell’Opera di Roma, non viaggiata

I principali protagonisti furono: il soprano Hariclea Darclée interpretò la celebre cantante Tosca, il tenore Emilio De Marchi fu il pittore Cavaradossi ed il baritono Eugenio Giraldoni ebbe il ruolo del Capo della polizia Scarpia.

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Hariclea Darcleèè e Puccini  – Cartolina postale viaggiata il 21/10/1904 da Torino a Firenze – Soc. edit. Cartoline Torino

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Hariclea Darcleè: Intero Postale rumeno del 1961, non viaggiato

Numerose personalità erano presenti alla prima, tra gli altri, il presidente del Consiglio Luigi Pelloux e la regina Margherita di Savoia. L’opera ottenne un grande successo ed in pochi anni venne rappresentata in tutto il mondo ed una grande cantante che la fece  conoscere ed amare sopratutto in Sudamerica fu la soprano Livia Berlendi.

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Livia Berlendi: cartolina postale viaggiata il 21 Dicembre 1904 da Milano a Trieste – foto Varischi e Artico – Giulio Ricordi edit. Milano

Tosca è certamente l’opera più drammatica di Puccini: è una storia  d’amore e di morte. E’ambientata a Roma nel 1800 in una atmosfera di cupo dominio poliziesco e clericale, permeata dall’eco degli avvenimenti rivoluzionari in Francia e dalla caduta della prima Repubblica giacobina Romana con il conseguente ripristino dello Stato Pontificio.

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Giacomo Puccini e Tosca nei francobollli di San Marino ( 1999 ) e Uruguay ( 2000 )

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Tosca, atto II, cartolina postale viaggiata per Chieti nei primi anni del Novecento, edit. Alterocca Terni 

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Tosca, romanza Vissi d’arte, cartolina privata con Annullo delle Poste di San Marino del 26.04.2008 in Terni ( sul dorso )

Indimenticabili, commoventi  e di toccante intensità le romanze Vissi d’arte (2°atto) insieme all’altra del terzo atto E lucevan le stelle  interpretate da grandi soprano, tenori e baritoni.

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Tosca, romanza E Lucevan le stelle, cartolina privatacon Annullo delle Poste di San Marino del 26.04.2008  in Terni

Tra i grandi interpreti di Tosca vanno ricordati  Maria Callas, Renata Tebaldi, Beniamino Gigli, Tito Gobbi, Luciano Pavarotti,  Plàcido Domingo, Katia Ricciarelli  e Josè Carreras.

Beniamino Gigli

Beniamino Gigli: cartolina postale viaggiata il 16 Aprile 1959 da Recanati a Palermo – Fototipia Berretta, Terni

 

Tebaldi

G. Heinisch: Renata TebaldiVioletta in La Traviata, cartolina postale degli anni novanta del Novecento, non viaggiata

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Guinea Bissau 2011: i tre tenori, foglietto emesso per il 70° della nascita di Placido Domingo

Luciano Pavarotti

Luciano Pavarotti mentre si prepara per entrare in scena. Opera: Rigoletto di Giuseppe Verdi. Annullo postale al dorso Modena 6/9/2010 per il 3°anniversario della scomparsa del Maestro, non viaggiata. A cura del Circolo filatelico Tassoni di Modena

Luciano Pavarotti

Cartolina Maximum, Roma 24/10/2009, dedicata al grande Luciano Pavarotti; la frase di cui sopra è comparsa in lingua inglese ed in italiano sul sito ufficiale di Luciano Pavarotti il 6 Settembre 2007, giorno della sua morte.

 

Alla prossima e statemi bene!!!!!

 

Pamięci Fryderyka Chopina – In Memoria di Frèdèric Chopin

Il grande compositore e pianista polacco naturalizzato francese era nato a Zelazowa Wola il 22 Febbraio del 1810 da padre francese e madre polacca, entrambi insegnanti: lui di francese al Liceo di Varsavia, lei impartiva lezioni di pianoforte.

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Cartolina postale francese, Parigi  10 Novembre 1956, F.D.C. non viaggiata

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Intero Postale polacco con annullo  Varsavia 2 Ottobre 1980 e immagine della sua casa a Zelazowa Wola

Il giovane Fryderyk Franciszek ( questo il suo nome in polacco che risulta nel registro parrocchiale dei battesimi del piccolo paese natìo ), fin da ragazzo ebbe una salute cagionevole e soffrì molto di una tosse continua che lo porterà alla morte per tubercolosi polmonare.

Dopo aver studiato  pianoforte con il musicista boemo Vojtĕch Živný, approfondì gli studi di composizione con Józef Elsner, direttore del Teatro Nazionale di Varsavia nonchè buon compositore, musicologo e teorico della musica polacca.

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Intero Postale polacco del 1974 dedicato a  Józef Elsner

Era ancora molto giovane ( aveva circa venti anni ) quando lasciò la Polonia per non ritornarvi mai più trasferendosi nel 1831  a Parigi  dove l’ambiente intellettuale e musicale lo accolse con grande amicizia e stima reciproca.

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Lettera raccomandata 19 Gennaio 1952 da Varsavia a Camp Hill, Pa, Stati Uniti; nei francobolli sono raffifgurati F. Chopin e Stanislaw  Moniuszko

Fece vita riservata e virtuosa scrivendo magnifica musica che ebbe un notevole successo nei salotti aristocratici che frequentava insegnando pianoforte e che lo fecero rapidamente diventare un grande pianista e compositore.

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Cartolina maximum  Città del Vaticano 20 Settembre 2010 dedicata al bicentenario di Chopin e Schumann

Conobbe molti musicisti ed artisti tra i quali Franz Listz, Vincenzo Bellini, Hector Berlioz, Gioacchino Rossini, Eugène Delacroix, Honoré de Balzac, Heinrich Heine e Adam Mickiewicz.

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Polonia, 25 Ottobre 1956 F.D.C. – nel foglietto sono raffigurati F. Chopin e Franz Liszt

Nel 1838 conosce la scrittrice francese George Sand di cui si innamora perdutamente; con lei ebbe un forte rapporto d’amore che ben presto, però, si incrinò divenendo molto difficile e caotico fino ad interrompersi definitivamente nel 1847.

       George-Sand-1804-1876  1957, G. Sand   Dal libretto Patrimonio della Francia, casa di George Sand

Frederic Chopin scrisse pagine meravigliose di musica per pianoforte solista: come non ricordare le polonaise e gli appassionati Notturni!!

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Lionello Balestrieri: Chopin compone I Preludi, cartolina postale francese degli anni venti del Novecento, I.Lapina edit. Parigi, non viaggiata

Anche la musica popolare, con le  mazurche ebbe notevole influenza sul suo stile compositivo; meno conosciuti ed ascoltati i due concerti per pianoforte ed orchestra e diverse romanze per pianoforte.

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Intero Postale Polacco del 1963

Dopo essersi separato con George Sand cadde in una forte depressione che, nel breve tempo, insieme alle sue cattive condizioni di salute dovute alla tubercolosi, lo porterà alla morte  il 17 ottobre del 1849 assistito fino all’ultimo dai suoi amici più cari e dalla sorella Ludwika.

Venne sepolto a Parigi nel cimitero di Père Lachaise, lontano dalla sua amatissima Polonia; il suo cuore è conservato a Varsavia  nella chiesa di Santa Croce.

Tomba di Chopin

Cartolina postale francese non viaggiata, tomba di Chopin al cimitero di Père Lachaise

Dal 1927 viene organizzato in Polonia il Concorso pianistico internazionale Frèdèric Chopin, tra i più prestigiosi al mondo.

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Polonia 8 Novembre 1954, F.D.C. – 5° Concorso  di pianoforte  Frèdèric Chopin

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Libretto filatelico per il 5° Concorso pianistico internazionale Fryderyk Chopin con Annullo  Varsavia 17 Marzo 1955 ( il ritratto di Chopin nell’ovale è di Eugène Delacroix  inciso da Czesław Słania, famoso incisore polacco di francobolli e banconote ) 

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Alla prossima e statemi bene!!

E mi raccomando: STATE A CASA!!

SOSPENSIONE TEMPORANEA DI TUTTE LE ATTIVITÀ

In osservanza delle recenti disposizioni in merito alle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, la sede del Circolo rimarrà chiusa e gli incontri sospesi fino a nuova comunicazione.

Inoltre il tradizionale Convegno Filatelico, che si svolge ogni anno in primavera, quest’anno è annullato. 

L’UNESCO in Italia: Toscana

L’U.N.E.S.C.O. ( United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization ) è stato fondato a Parigi nel 1945 allo scopo di contribuire alla pace e alla sicurezza promuovendo la collaborazione nel campo dell’educazione, della scienza e della cultura.

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Per quanto riguarda i siti Patrimonio dell’Umanità censiti dall’Unesco, l’Italia ne conta ben 55 nella lista del 2019; dalla mia completa collezione dedicata all’Italia mi piace presentare oggi la parte riguardante la TOSCANA che conta ben 7 luoghi dichiarati patrimonio dell’Umanità:

Il Centro storico di Firenze, la piazza del Duomo di Pisa, il Centro storico di San Gimignano, il Centro storico di Siena, il Centro storico di Pienza, il Paesaggio della Val d’Orcia, Ville e Giardini medicei.

 FIRENZE, culla del Rinascimento, possiede un patrimonio di inestimabile valore.

Fontana del Nettuno, a Firenze - 6 febbraio 1992           Basilica di santa Croce, a Firenze - 3 maggio 1995

 

Palazzo Pitti a Firenze - 22 maggio 1950

Come si legge in questa bella cartolina – quasi una valentina –  Firenze è nota anche come la città dei fiori: l’illuminata signoria dei Medici che la resse fino al 1737, trasformò la piccola colonia romana in una città riconosciuta come guida della civiltà.

Palazzo Vecchio

Cartolina postale viaggiata nel 1908 da Firenze a Bassano – P.Giusti & edit.

Poche città possono vantare di aver dato i natali a tanti personaggi illustri a cominciare da Dante; nel periodo rinascimentale furono sopratutto le rinomate botteghe d’arte a forgiare grandi pittori come Giotto, Masaccio, Paolo Uccello e Botticelli, gli architetti   Brunelleschi e Giovan Battista Alberti, gli scultori Donatello, Cellini e Luca della Robbia, oltre agli immensi geni multiformi quali Michelangelo e Leonardo.

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Se piazza del Duomo è il centro spirituale di Firenze, piazza della Signoria, ornata dall’imponente David di Michelangelo (copia) è il cuore civile e politico della citta.

Cattedrale di santa Maria del Fiore - 7 settembre 1996              David, scultura di Michelangelo - 23 marzo 2014

Palazzo della Signoria, a Firenze - 31 ottobre 1946

 

Qui, alla trecentesca loggia dei Lanzi – che insieme al alcune sculture romane incornicia due gruppi marmorei del Gianbologna e il Perseo di Benvenuto Cellini – fa da contrappunto Palazzo Vecchio costruito alla fine del XIII secolo da Arnolfo di Cambio e ristrutturato nella seconda metà del cinquecento dal Vasari che ospitò la residenza di Cosimo I° dei Medici.

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Il Perseo di Cellini22, maggio 1950         il Perseo, opera di Benvenuto Cellini - 3 novembre 2000

Piazzale Michelangelo

Cartolina postale viaggiata nel 1933 in Firenze -Ballerini& Fratini edit.

Firenze è molto nota anche per il suo Maggio Musicale Fiorentino, interpretato ed eseguito da grandi orchestre dove primeggia, se così posso esprimermi, la musica classica con magnifici  concerti, sinfonie ……. e la lirica.

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Cartolina postale (retro) del 1938 viaggiata da Firenze a Narni con targhetta del Maggio Musicale

PISA, incorniciata dai magnifici paesaggi della valle dell’Arno, custodisce uno dei complessi monumentali più straordinari e spettacolari del mondo: il Campo dei Miracoli. Simbolo dei fasti della potenza della città in epoca medievale, il Campo dei Miracoli – la vasta piazza che riunisce il Duomo, il battistero, il campanile ed il camposanto – rappresenta un esempio insuperato di grandiosità, omogeneità ed eleganza architettonica.

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Cartolina postale dei primi anni del Novecento viaggiata da Pisa a Firenze – Alterocca edit.

PISA, la sua Piazza del Duomo rappresenta la perfezione architettonica dello stile Romanico Pisano, un abbinamento di motivi classici, paleocristiani, lombardi ed orientali.

Ricca di storia, cultura ed arte, è probabilmente di origine ligure e divenne importante piazzaforte sotto i romani; la sua potenza marinara sorse di fronte alla minaccia dei saraceni. Nel 1113 i pisani conquistano per breve tempo le Baleari e poi Amalfi; la sua crescente potenza gli permette di commerciare con la Dalmazia, Costantinopoli e con la Francia e la Spagna, rivaleggiando con Genova per poi arrivare a gravi guerre con questa città, con Lucca eFirenze.

Duomo di Pisa - 31 ottobre 1946   Piazza dei miracoli, a Pisa - 30 agosto 2002

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Cartolina postale viaggiata nel 1961 da Pisa a Baschi (Terni)

SIENA: visitare Siena, con le sue strade, i suoi palazzi e le sue antiche tradizioni ancora vivissime, è un pò come fare un passo indietro nel tempo e ritrovarsi a passeggiare in una cittadina medievale. Di fondazione etrusca già alla fine dell’ XI secolo fece prevalere la sua sete di indipendenza dichiarandosi libero comune, mettendo così fine al feudalesimo.

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Cartolina postale viaggiata da Siena a terni nel 1993

Cattedrale di Siena - 21 settembre 1967       duccio

Siena e torre dei Mangia - 26 gennaio 1954  repu3

La realizzazione di capolavori come il Duomo, il battistero, numerose sue chiese, il Palazzo pubblico ecc.., cui collaborarono i massimi artisti dell’epoca, segnò il periodo della sua massima fioritura, interrotta a metà del XIV secolo da una fase di profonda crisi.

Tra le sue manifestazioni più note c’è il Palio. Il Palio di Siena si disputa nella altrettanto celebre Piazza del Campo due volte l’anno: il  2 Luglio si corre in onore della Madonna di Provenzano festa della Visitazione nella forma straordinaria, e il 16 Agosto quello in onore della Madonna Assunta.

639    632    Palio di Siena - 4 maggio 1981

Piazza del Campo a Pisa

Piazza del Campo – Cartolina postale degli anni trenta, n.v.

 

 

 

Auguri di Buon Anno e felicità!!

logo auguri                                                            Vi auguro sogni a non finire
                                             e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.
                                              Vi auguro di amare ciò che si deve amare
                                            e di dimenticare ciò che si deve dimenticare.
                                                 Vi auguro passioni, vi auguro silenzi.
                                             Vi auguro il canto degli uccelli al risveglio
                                                                e risate di bambini.
                                          Vi auguro di rispettare le differenze degli altri,
                             perché il merito e il valore di ciascuno sono spesso da scoprire.
                   Vi auguro di resistere all’indifferenza,alle virtù negative della nostra epoca.                                                Vi auguro infine di non rinunciare mai alla ricerca,
                                                      all’avventura, alla vita, all’amore,
                                              perché la vita è una magnifica avventura.
                                              Vi auguro soprattutto di essere voi stessi,
                                                               fieri di esserlo e felici,
                                            perché la felicità è il nostro vero destino.

JACQUES BREL Buon anno 1

Cartolina postale austriaca viaggiata il 24 Dicembre 1913 da Chiavari a S. Giulia di Lavagna (GE), B.K.W.I. edit.

Cartoline per la Giornata della Filatelia 2019

Come preannunciato nel precedente post, Sabato 7 Dicembre si è svolta la Giornata della Filatelia cui hanno partecipato un numero soddisfacente di soci e cittadini ma, purtroppo, pochi giovani come accade ormai da diversi anni non solo a Terni ma anche nel resto d’Italia.

Bella la mostra realizzata ed esposta a cura del nostro socio Andrea Giardi – stimato cultore di storia locale – unitamente alla presentazione del suo libro Repubblica Romana, Organizzazione ed eventi militari nelle Provincie dello Stato dal gennaio al Luglio 1849 e marcia di Garibaldi attraverso l’Umbria fino a Cesenatico.

Copertina del libro Repubblica Romana

Come Circolo  è stato realizzato uno specifico Annullo Postale tramite Poste italiane dedicato al 170° anniversario della Repubblica Romana del 1849 con cui sono state annullate le cartoline appositamente predisposte; eccole:Borzacchini ErcoleSiamo stati molto felici di realizzare questa cartolina postale perchè riguarda un lontano parente del nostro  Presidente del Circolo Rodolfo Borzacchini, purtroppo deceduto, cui siamo stati tutti molto affezionati.

GARIBALDI alla difesa di Roma

Ristampa da originale d’epoca (primi anni del ‘900) per gentile concessione di un nostro socio.

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Garibaldi a Carsulae

Federico FratiniAlceo MassarucciPietro FaustiniFederico ParrabbiLuigi CamporealiGiovanni FrosciantiRinaldo GiannelliOttavio ColettiBuone Feste a tutti! Alla prossima, e statemi bene!

 

Giornata della Filatelia 2019

 

Cari amici,

eccoci giunti ad uno dei nostri più importanti appuntamenti annuali: la Giornata della Filatelia che quest’anno si svolgerà  Sabato 7 Dicembre presso la Biblioteca del Circolo Lavoratori Terni ( CLT ) dalle ore 9 alle 19.

Il tema di quest’anno sono i 170 anni della Repubblica Romana che verrà ricordata con una bella ed interessante mostra documentaria predisposta dal nostro socio Andrea Giardi e con in consueto Annullo filatelico di Poste italiane.

Nel pomeriggio, e precisamente alle ore 16, verrà presentato – sempre da Andrea Giardi – il suo libro sulla Repubblica Romana.

Vi aspettiamo numerosi come sempre!!

Locandina giornata filatelia 2019