La lunga ed infinita rivoluzione copernicana

Ricordo ancora oggi l’impressione che mi fece il Prof. Amaldi, titolare di  di Fisica II,  in un raro momento di ricreazione, ove si stava parlando del grande campione di boxe italiano Primo Carnera.Attestato di Privativa Industriale del Ministero delle Corporazioni del Regno d'Italia del 2 Febbraio 1925 riferito ai "ragazzi di via Panisperna", tra cui Edoardo Amaldi.Attestato di Privativa Industriale del Ministero delle Corporazioni del Regno d’Italia del 2 Febbraio 1935 riferito ai “ragazzi di via Panisperna”, tra cui Edoardo Amaldi.

Io usavo spesso come segnalibro una vecchia fotografia del pugile di Sequals che pubblicizzava una macchina da scrivere ed essendomi caduta mentre passava il Professore, lo stesso, con mia e dei miei compagni sorpresa, iniziò – dopo aver raccolto la foto – a parlare con estrema e dettagliata conoscenza del pugilato in generale, dell’ex campione italiano in particolare e della forza di impatto dei suoi pugni.

Cartolina postale emessa per il 40°anniversario della morte del grande Primo Carnera.

Cartolina postale emessa per il 40°anniversario della morte del grande Primo Carnera.

Il Professore  disse che nonostante Carnera e molti altri uomini fossero fortissimi, secondo lui, in ogni caso, l’uomo più forte del mondo era stato Copernico; alle nostre facce stralunate rispose semplicemente  – sorridendo in maniera sorniona – che Copernico era stato capace di prendere la Terra, che in quel momento si trovava al centro dell’universo, e sbatterla insieme a come tanti altri pianeti a girare intorno al Sole e non solo, ma con la spinta da lui data aveva messo in movimento tutto l’Universo che ancora oggi è in completa rivoluzione.

Fu da quel momento che mi innamorai di Copernico.Serie dei primi tre francobolli emessi al mondo su Copernico ( Polonia 1923 ).Serie dei primi tre francobolli emessi al mondo su Copernico ( Polonia 1923 ).

Nicolaus Coppernigk nacque a Thorn, in Polonia, il 19 Febbraio 1473; rimase orfano in giovane età e fu inviato dallo zio Luca Watzelrod (poi Vescovo della Warmia) a studiare matematica e Belle lettere all’Università di Cracovia.

Torun         CracoviaFrancobolli polacchi dedicati alla città natale di Copernico ed all’università di Cracovia.

Ricevuti gli ordini minori conferitegli dallo zio, siccome gli eruditi del tempo amavano latinizzare i propri nomi, anche lui cambiò il suo e lo tramutò in Nicolò Copernicus. Nel 1496  partì per l’Italia ove studiò Medicina a Padova e Diritto a Bologna e Ferrara.

Serie di tre francobolli polacchi del 1970 che ricordano i soggiorni di studio nelle tre città italiane.

Serie di tre francobolli polacchi del 1970 che ricordano i soggiorni di studio nelle tre città italiane.

Intorno al 1506 ritornò in Polonia ove iniziò ad esercitare la professione di medico condotto; ma in Italia, oltre alla professione di Medico aveva, per così dire, assaggiato qualcosa che lo stuzzicava immensamente : l’Astronomia, materia sulla quale iniziò un approfondimento ed uno studio così appassionatamente che lo proiettarono verso la fama imperitura.Città del vaticano: " Copernico ", serie completa di francobolli su busta Primo Giorno di emissione per il 400° anniversario della nascita Città del vaticano: ” Copernico “, serie completa di francobolli su busta Primo Giorno di emissione per il 400° anniversario della nascita

In quei tempi il Sole , la Luna ed i cinque pianeti conosciuti giravano intorno alla Terra da Est ad Ovest e l’uomo, che la dominava, si trovava al centro di tutto l’universo.

La filosofia regnante era praticamente la seguente: Il Sole, i pianeti, la Luna e tutte le stelle giravano giornalmente intorno alla terra, la Terra girava intorno al suo asse da Ovest ad Est ed il movimento dell’Universo non era ben chiaro, infatti era evidente che, non apparendo le stelle sempre nella stessa posizione del giorno prima, anche la Terra in qualche modo si muoveva, e non solo, intorno al suo asse.

Con la Luna la cosa era chiara, a parte il movimento della terra, essa impiegava ventinove giorni per girare intorno al nostro pianeta; in un certo senso anche per il Sole la situazione sembrava appurata, infatti girava più lento ma girava intorno alla terra in un tempo di 365 giorni l’anno.

La cosa che più preoccupava era lo strano comportamento dei cinque pianeti, infatti:

– Mercurio e Venere a volte si notavano durante le mattinate ed a volte si notavano nei pomeriggi ed in ogni caso mai apparivano sopra le nostre teste ma, sempre spostati verso l’orizzonte.Ungheria 1961, lancio di missile verso il pianeta Venere ( 4 valori).               Ungheria 1961, lancio di missile verso il pianeta Venere ( 4 valori).

           – Giove, Marte e Saturno erano più costanti in quanto a percorso rotatorio, ma a volte sembravano rallentare, fermarsi ed addirittura retrocedere;  questo tipo di movimento si chiamava “retrogrado” e veniva effettuato, per ogni rivoluzione completa intorno alla Terra, da Giove due volte, da Marte una volta e trenta volte da Saturno.

San Marino, 750 £. - 23 maggio 1994, percorso della sonda Ulysses   Partecipazione italiana al programma di esplorazione di Marte, Italia, 21 Settembre 2005, satellite in orbita attorno a Marte   Saturni, FranciaGiove, Marte  e Saturno: francobolli emessi da San Marino, Italia e Francia rispettivamente nel 1994, 2005, 2009.

Per spiegare questo movimento si pensava che i pianeti eseguissero delle orbite intorno al loro asse di rotazione rispetto alla terra ed a volte, inclinandosi, questo movimento rotatorio li portava ad effettuare una rotazione contraria al proprio moto e quindi dalla Terra sembrava che innestassero la retromarcia, in realtà soltanto, pur avanzando sull’orbita terrestre, ruotavano in senso inverso su un ipotetico anello.

Più o meno, questa teoria reggeva dalla metà del secondo secolo dopo Cristo e cioè da quando il matematico, filosofo ed astronomo greco Tolomeo espresse, in forma scritta le sue teorie sul moto(rigorosamente circolare) del Sole e dei pianeti intorno alla Terra e del moto retrogato temporale di Giove, Marte e Saturno.Claudius_PtolemaeusQuesta teoria reggeva da tanto tempo ed era stata scelta contro quella di Aristarco da Samo, che poneva il Sole al centro del Sistema, principalmente perché con la Terra al centro dell’Universo allora conosciuto, l’uomo suo Re, era automaticamente incoronato anche Signore del mondo.

Grecia 1980, serie di due valori dedicata ad Aristarco da Samo

Grecia 1980, serie dedicata ad Aristarco da Samo.

Quella teoria di Aristarco, che anche ai tempi di Copernico aveva dei silenziosi sostenitori era troppo affascinante e semplice da non convincere Copernico.

Copernico, unione Sovietica    Copernico, francia Unione Sovietica e Francia, 1973: omaggio a Copernico nel V° centenario della nascita.

Infatti Nicolò aveva capito, già dai tempi italiani che se la Terra girava intorno al Sole il famoso problema del movimento retrogrado sarebbe stato risolto con grande semplicità; immaginiamo infatti che la Terra e Marte stiano da un lato del Sole, solo che  il nostro pianeta, andando più forte dell’altro in un certo punto, sorpassando Marte dia all’osservatore terrestre la sensazione che il pianeta Rosso, mano a mano, rallenti fino a fare marcia indietro.

Italia, 2 luglio 2010, Giovanni Virginio Schiaparelli e Pianeta Marte

Italia, 2 luglio 2010, Giovanni Virginio Schiaparelli e Pianeta Marte

Della stessa forma, durante il corso degli anni, la Terra viene acquistando sempre più vantaggio, nel girare intorno al sole, rispetto ai pianeti più lontani, Marte, Giove e Saturno i quali mostreranno sempre movimenti retrogradi in periodi differenti e non costanti.

Supponiamo ora, come realmente è, che Mercurio e Venere, girando intorno al sole ma essendo più sotto, per così dire della Terra, per tutto il periodo che attraversano il globo solare sono a noi preclusi alla vista e solo possono apparire nei momenti in cui sono lontani dal nostro Astro, ossia la mattina e la sera.

Copernico fu molto combattuto nel pubblicare le sue teorie che sapeva in aperto contrasto alle filosofie di allora ma alla fine dette alle stampe il suo “De Revolutionibus Orbium Caelestium” che uscì dalle stampe il 24 Maggio 1543 ossia lo stesso giorno nel quale l’anziano Scienziato moriva.

Venezuela, 1973, omaggio a Copernico nel V°centenario della nascita della nascita

Venezuela, 1973, trittico filatelico per Copernico e la sua “rivoluzione” nel V°centenario della nascita

Non sappiamo se si rese ben conto di quello che aveva mosso , ma a me ora piace insignirlo dell’appellativo “Uomo più forte del mondo” in quanto , con una forza sovrumana innescò un processo senza ritorno ove l’uomo va dalla centralità regale via via sempre più verso un angolo sperduto dell’universo ma, nel contempo, se impara la lezione, sempre più vicino a comprendere Dio.HelvetiaFoglietto emesso dalle poste svizzere nel 2007 con il sistema solare “Copernicano” e con il nuovo asteroide scoperto a cui gli scienziati hanno dato il nome di Helvetia ……… ma molte scoperte stanno ampliando il nostro Universo.

Dunque ora analizziamo bene ove ci porta la spinta Copernicana, che possiamo anche chiamare la Prima spinta al nostro Ego.

Copernico ci mostrò che la descrizione dei moti dei corpi celesti era più logica e facile usando il Sole come punto di riferimento e non la Terra.

Copernico, GermaniaGermania Federale, 1973, emissione per Copernico nel V° centenario della nascita.

Ciò portò Keplero a determinare le leggi dei moti planetari e permise a Newton di formulare la legge di gravitazione universale: la legge fisica secondo la quale ogni massa attira ed è contemporaneamente attirata dalle altre masse. Keplero, Busta primo giorno delle poste tedesche a ricordo della Legge sui Moti Planetari.Keplero, Busta primo giorno del 1971 delle poste tedesche a ricordo della Legge sui Moti Planetari.

Il modello del sistema solare di Copernico e la teoria di Newton sulla forza gravitazionale sono fatti ben assodati dalla fisica; più recentemente Einstein ha migliorato la teoria della gravitazione, senza peraltro distruggere nulla di quanto detto da Copernico, Keplero e Newton. Tant’è vero che i satelliti artificiali e le sonde spaziali che mandiamo in giro per l’Universo usano e sfruttano essenzialmente la teoria Newtoniana per definire le proprie traiettorie.Newton: emissione delle Poste messicane ( 1970 ) sullaa spintaa data da Newton alla fisica ed alle conquiste spaziali.Newton: emissione delle Poste messicane ( 1970 ) sulla spinta data da Newton alla fisica ed alle conquiste spaziali.

La teoria Copernicana fu controversa proprio perché toglieva alla Terra la centralità nell’universo; Universo a quei tempi peraltro limitato per la mancanza di telescopi che permettessero di scandagliare grandi distanze.

Unione Sovietica, 1958, telescopio dell'Istituto Sternberg di Mosca, jpg         Unione Sovietica, 1958, Università lomonosov a Mosca, jpg         Unione Sovietica, 1958, telescopio solare in Crimea, jpg  Unione Sovietica, 1958, da sinistra: telescopio dell’Istituto Sternberg di Mosca, Università Lomonosov a Mosca e telescopio solare in Crimea.    

la Terra  divenne un oggetto come Mercurio, Venere, Marte e Giove, gerarchicamente inferiore al sole ed alle altre stelle. Togliere alla Terra la sua centralità voleva dire indebolire le ragioni di una centralità dell’homo sapiens.

Italia, 22 Settembre 1956, Congresso Astronautico internazionale a Roma

Italia, 22 Settembre 1956, Congresso Astronautico internazionale a Roma

Tale mutamento, nella concezione dell’Universo è spesso chiamato rivoluzione Copernicana, un brutto colpo per l’orgoglio umano.

Galileo Galilei ed il suo telescopio consentirono, a partire dal 1.600, un ulteriore fondamentale passo avanti nella conquista dell’Universo. Nei successivi 300 anni l’astronomia travalicò i limiti del sistema solare, riconobbe la varietà e distribuzione delle stelle, pose le basi per descrivere la struttura e l’evoluzione della materia nel suo complesso e su grande scala.

Galileo 2        Italia, euro1_big0,60 € - Telescopio Galileo

da sx a dx:  Regno d’Italia, 28 Settembre 1942, Galileo prova il cannocchiale a Venezia ( 4 valori.) – Italia, 2009, anno internazionale dell’astronomia: Telescopio Galileo (2 val.)

Oggi, come ancor più allora, un elemento condiziona il lavoro del fisico e dell’astronomo: la misura delle distanze tra le particelle che compongono la materia (piccolissime) e la misura delle distanze tra gli oggetti celesti.Sono tutti cosi vicini (i componenti della materia) e cosi distanti (i componenti dello spazio) che è impossibile averne una visione stereoscopica, non si ha la percezione del primo piano e dello sfondo, lontanissimo, nel nostro caso degli oggetti celesti.

Forse è utile richiamare alcuni numeri per capire il problema delle distanze degli oggetti celesti:

Una giraffa ha un’altezza di 4 metri.

Per uscire dalla nostra atmosfera occorre salire di 40.000 metri.

Per arrivare sulla Luna occorre viaggiare per 400 milioni di metri

Per ciascuno dei due salti le dimensioni vengono moltiplicate per 10.000

Continuando possiamo dire che:

Estensione sistema solare 4.000.000.000.000 mt.

Stella più vicina 40.000.000.000.000.000 mt.

Stella più lontana rilevata agli inizi del XX sec. 40.000.000.000.000.000 mt.

Per orientarci un po’ possiamo dire che se poniamo la terra al centro di un campo di calcio, la luna la porremo ad un cm. di distanza, il sistema solare sarà grande come il campo stesso, la stella più vicina sarà in Africa e la stella più lontana sarà 2/4 volte più lontana della luna.

San Marino, 2009, 0,60 € - Pianeti          San Marino, 2009, 0,65 € - Pianeti                         San Marino 2009: anno internazionale dell’astronomia.

Possiamo affermare, usando ora per metro la velocità della luce (300.000 Km./sec) che per arrivare dalla Terra alla Luna occorre un secondo, per uscire dal sistema solare circa quattro o cinque ore, per arrivare sulla stella più vicina 4 anni e circa 6/7.000 anni per le stelle più lontane.I telescopi ci permettono di visitare, oggi dì, grandissime distanze ma la misura delle distanze è un problema tecnicamente molto difficile.

unione-sovietica-1954-ricostruzione-dellosservatorio-di-pulkov

 Unione-Sovietica, 1954, ricostruzione  dell’osservatorio astronomico di Pulkov.

Cile 1971, per il V°centenario della nascita di Copernico.       Cile 1971, per il V°centenario della nascita di Copernico.

Agli inizi del secolo scorso si aprì un grande dibattito che portò alla fine ad una nuova rivoluzione nel nostro modo di definire i contorni dell’Universo. Tutto partì appunto dalla misura delle distanze: gli astronomi avevano a quel punto una vasta collezione di dati sulle stelle rivelate, incluso accurate stime di distanze. Và soprattutto ricordato il lavoro di ben tre generazioni di astronomi inglesi della famiglia Herschel.Nicaragua 1994, Herschel e CopernicoNicaragua 1994, Herschel e Copernico

Sulla base di tali dati, risultava che il sistema solare si trovava immerso in una nuvola di stelle schiacciata a disco: questa nuvola,detta Via Lattea, in cielo rappresenterebbe il piano del disco lungo cui vediamo proiettati la maggior parte degli oggetti, posti a diverse distanze.

Europa, Germania 2009, anno dell'astronomia

 Europa, Germania 2009, anno         internazionale  dell’astronomia.

L’astronomo olandese Jacobus Kapteyn propose, agli inizi del secolo scorso, un modello di universo composto di stelle e nebulose diffuse a mò di disco con il Sole al centro la cui estensione era di alcune migliaia di anni luce (La distanza che copre la luce in un anno ossia 10 metri elevati alla 16°ma potenza).

Nel 1919 l’astronomo americano Harlow Shapley giunse invece alla scoperta di alcuni raggruppamenti di stelle (ammassi globulari), molto luminosi perché comprendenti centinaia di migliaia di stelle, la cui distanza risultò tipicamente 10 volte superiore a quelle delle stelle allora considerate più lontane.

Tali ammassi non sono distribuiti a disco, ma secondo una geometria sferoidale centrata non sul sistema solare, bensì su un punto da noi distante circa 30 mila anni luce, addirittura più lontano delle stelle dell’universo di Kapteyn.

In quegli anni si erano anche resi conto che lo spazio tra le stelle non è completamente vuoto, ma è popolato di gas rarefatto, il gas interstellare, che assorbe la luce delle stelle a noi più lontane rendendole invisibili ai nostri occhi.

Il limite di visibilità è proprio intorno ai seimila anni luce: la nuvola a disco di Kapteyn non è dunque una struttura reale, ma solo un limite di osservabilità.

Shapley, sia pure dopo accanite discussioni, dette la seconda spinta al nostro ego: il sistema di stelle che ci circonda, la galassia, è un disco di stelle e gas, complementato da una sfera di ammassi globulari e da altre stelle, delle dimensioni di circa 20.000 anni luce, con il sole posto in periferia.

Erinnofilo della Polonia dedicato a copernico.

Erinnofilo (? ) della Polonia dedicato a Copernico.

Tra l’altro era diventato evidente in quegli anni come il Sole sia una stella del tutto comune, non particolarmente luminosa, non particolarmente massiva, assolutamente non eccezionale. Il fatto che abbia un sistema planetario potrebbe contraddistinguerla se fosse l’unica ma ormai è praticamente caduto anche questo tabù: ci sono miliardi di stelle più grandi e miliardi di stelle immensamente più grandi del nostro Sole che sicuramente hanno un sistema planetario così come esistono miliardi di stelle simili al nostro astro che hanno un sistema planetario simile al nostro.

Dunque il Sole e’ una stella piccola , non importante, relegata ai bordi della nostra galassia strapiena di altre stelle ed a sua volta orbitante nel cosmo come altri miliardi di galassie, praticamente una cosa meno che comune…….povero uomo, non solo perde la centralità nel sistema solare ma la perde anche nella sua galassia e nell’intero universo.

.Saan Marino, 850 L. - Sonda Ulysses e Sole       Europa 2009, Cipro turca - Sistema solare San Marino, emissione del 23 Maggio 1994, 850 L. – Sonda Ulysses e Sole;  Europa 2009: emissione Cipro – turca: sistema solare.

 

Ciao, Romano

A Romano Marchetti !

Scrivo questa  breve nota su di un caro amico recentemente scomparso al quale oltre ad essergli stato molto affezionato gli sarò eternamente riconoscente per quanto ha saputo trasmettere a me, così come a tantissimi altri ragazzi di un tempo e poi via via durante il corso della nostra vita, la passione per la filatelia ma soprattutto per la storia, maestra di vita.

Il Ricordo delle lunghissime chiacchierate di politica e storia cittadina, le  tantissime spiegazioni sulla filatelia, sul suo evolversi, sui dettagli, anche minimi, che cambiavano, come la quantità di protoni in un atomo, la reale valenza del “pezzo”.

I nostri viaggi verso i vari Convegni ed esposizioni, le feroci discussioni su quel falso e/o su quel “pezzo”, le lotte per acquistare a prezzi ragionevoli e poi quelle belle cenette nelle quali, tra risate  e bevute, si dibatteva su quanto successo e su quanto comperato o non comperato.

La precisione e la puntualità con cui, ad ogni convegno e/o giornata della filatelia di Terni, mi preparava centinaia di buste piene di bei francobolli da regalare ai ragazzi e poi…….le solite domande…..come è andata? Quanti ragazzi sono venuti? Gli avete regalato i miei francobolli? Sono stati contenti?

DUNQUE

Romano Marchetti nacque ad Arrone (Paese che portò sempre nel cuore)  il 26 Aprile 1937 da Giuseppe e Angela Carotti; all’età di 7 anni, primo anno di scuola, frequentato di pomeriggio, dal momento che al mattino imparava il mestiere di calzolaio.

Terminato il ciclo delle elementari, continuò il  mestiere di calzolaio, tra un vecchio tacco, una rivista antica e qualche francobollo rimediato qua e la, fino all’età del servizio militare, al rientro del quale frequentò un corso per conduttore di caldaie a vapore risultando tra i primi allievi del corso;  ciò gli consentì di venire assunto come operaio qualificato presso lo Stabilimento Polymer di Terni, passando dal filato di giorno, ai francobolli di sera.

Un bel giorno, nel reparto dove svolgeva il suo lavoro, si presentò l’opportunità – viste le necessità operative – di recarsi in Francia per lavorare in uno stabilimento Polymer; Romano si fece subito avanti per l’amore dell’avventura ma anche per la convinzione di incontrare nuove esperienze sia lavorative che filateliche (Parigi era ed è una delle capitali filateliche del mondo).

Il 3 Settembre 1963 partì per Parigi senza sapere una sola parola di francese, ma convinto di farcela; infatti, dopo solo un mese già possedeva l’idioma in modo tale da vivere la quotidianità operativa senza nessun problema e ciò gli permise anche di iniziare, con costanza ed amore, a frequentare i famosi mercatini di Parigi, ed è appunto in uno di questi (il mercatino delle pulci) che ci conoscemmo nel mio primo viaggio nella capitale Francese (1968).

In terra Parigina  riuscì a coltivare anche  la sua grande passione per la Filatelia ed iniziò a frequentare gli ambienti più specializzati di questo settore della capitale francese;  l’avventura parigina  durò fino al Maggio 1973 ed in questi anni, tra un polimero e l’altro, acquisì anche grandissime conoscenze  nell’ambito della Filatelia e della Numismatica, ed approfondì sempre di più i propri studi sulla numismatica romana (altra sua grande passione nascosta ma che mano a mano si stava scoprendo in lui).

Quando Romano nel 1973 rientrò in Italia, già all’età di 36 anni decise di mettere a frutto tutto ciò che aveva appreso in ambito filatelico e numismatico, e decise, con grande coraggio, di dimettersi dalla Polymer e di acquistare un piccolo locale  nel centro cittadino iniziando la sua nuova attività.

Ovviamente, vista la conoscenza e la passione, nel giro di pochi anni divenne il punto di riferimento del collezionismo filatelico e numismatico del centro Italia, iniziando alla filatelia ed alla numismatica un gran numero di persone, bambini, giovani, anziani e vecchi.

Con la stessa passione ed onestà di sempre  effettuò anche numerosissime perizie su collezioni famose , stime e valutazioni su pezzi molto rari, ed offrì alla città di Terni un punto di riferimento per avere informazioni su “…questa o quella moneta trovata a casa nel cassetto del nonno, o su quel determinato francobollo ritrovato su una vecchia busta…ecc.ecc..”.

Ogni cittadino  ternano collezionista e non, in questi ultimi 40 anni almeno una volta, sicuramente, è entrato nello Studio Filatelico Marchetti e ha ricevuto informazioni, delucidazioni e consigli.

A lui ci siamo rivolti tutti, piccoli e grandi collezionisti da tutte le parti del mondo, personaggi della politica italiana, alti prelati, e personaggi dello spettacolo, ma anche e sopratutto piccoli e giovani collezionisti ai quali riservava sempre la stessa gentilezza e grazia; con gioia aiutava anche il bambino che iniziava la sua prima collezione a trovare quel francobollo che desiderava e che… alla fine della ricerca gli regalava.

Le sue onorificenze sono state tante che non vale neanche la pena di elencare, ma mi pregio, come Presidente del Circolo Filatelico Numismatico di Terni, di avergli dedicato la sezione giovanile che, diretta dall’amico Giorgio Passagrilli, da quest’anno si chiamerà Romano Marchetti, in modo che, a tutti i ragazzi che ne fanno e ne faranno parte, potremo spiegargli qualcosa di lui e, sopratutto, qualcosa che da lui abbiamo appreso ed imparato tutti.

Garibaldi nei francobolli

I francobolli, ed in parte i loro relativi annulli, sono, dal momento della loro introduzione (Inghilterra 1840), una grande fonte storica e di costume; infatti, anche nel caso della unificazione della nostra bella Italia, si sono dimostrati e tutt’ora si dimostrano i migliori cronisti. Basti infatti vedere tutti i primi  francobolli stampati e/o usati in Italia per capire come era la nostra nazione alla metà dell’ottocento:

  • Regno di Sardegna
  • Regno Lombardo Veneto
  • Ducato di Parma
  • Ducato di Modena
  • Stato della Chiesa o Pontificio
  • Gran Ducato di Toscana
  • Regno delle due Sicilie

E poi i primi movimenti insurrezionali di Palermo,i primi francobolli dei governi provvisori degli Stati Parmensi, delle Romagne, della Toscana per passare via via alle guerre di indipendenza, allo sbarco dei Mille, alla liberazione di Napoli, alla presa di Roma, ecc.ecc.

Dunque, siamo nel 1860, il 19 Agosto le truppe di Garibaldi sbarcarono a Melito in Calabria, e  con una tattica perfetta aggirarono e sconfissero le truppe Borboniche a Reggio Calabria il 21 di Agosto ed arrivarono a Napoli il 6 di Settembre.

Garibaldi arriva a Napoli in carrozza il 7 di Settembre e passa sotto Castel Nuovo, contro il parere dei suoi generali (il castello era ancora difeso dalla Gendarmeria della città di cui non si conoscevano le intenzioni), ma al passaggio del Generale la guarnigione esce dalle mura e gli presenta le armi.

L’otto di Settembre, per la festa della “Madonna di Piedigrotta” il Generale si presenta nella cattedrale per la cerimonia della liquefazione del sangue di San Gennaro, che avviene alla prima alzata e……..……..la folla impazzisce di gioia.

Si dice che già quella sera Garibaldi vide le piastre di stampa da cento e duecento francobolli di Fernando II°, (appena il giorno prima scappato a Gaeta con parte dei suoi cortigiani) e chiede  immediatamente se si possono farne subito delle nuove, ma la risposta è negativa giacché occorre tempo e denaro.

Ed è a questo punto che lascia la sua prima ed indelebile traccia nella filatelia mondiale: fa prendere la piastra da 200 esemplari, con lo stemma delle “Due Sicilie” con cui si stampavano in ocra i francobolli da 1/2 grano (1/2G) su carta filigranata da 40 gigli borbonici, disposti in 4 righe di 10 per foglio, dà ordine di scalpellare il G di Grani e punzonare al suo posto la T di Tornesi e dispone siano stampati sempre sulla stessa carta borbonica ma usando il celeste dei Savoia…e nasce il famoso Trinacria Celeste.

         

Contemporaneamente fa prendere un’altra piastra dello stesso tipo e lasciando la stessa base fa lavorare uno scultore, togliendo per intero lo stemma delle Due Sicilie ed  inserendovi al suo posto la Crocetta dei Savoia: Nasce così, il 6 Dicembre del 1860 la seconda rarità filatelica Garibaldina…….la Crocetta Celeste da ½ Tornesi.

Dopo l’occupazione del Regno delle Due Sicilie, Garibaldi decretò l’introduzione della moneta Italiana nelle Province  Napoletane e per questo, nel 1861, il Direttore Generale delle poste di Napoli, fece preparare localmente una serie di 5 francobolli simili a quelli in uso dal 1855 nel regno di Sardegna.

Mancando la regolare autorizzazione da parte dell’amministrazione postale del costituendo Regno d’Italia questi non furono emessi ( c’è chi dice invece che  il  provvedimento fu preso a causa del furto di una parte degli stessi francobolli); tuttavia alcuni esemplari, essendo abbastanza simili di quelli già in uso, furono abusivamente usati per posta sfuggendo ai pur severi controlli degli Uffici postali dell’epoca. Ebbene, di questi 5 tipi di francobolli usati per posta se ne conoscono attualmente le seguenti quantità :

  • 4 del cinque centesimi
  • 3 del dieci centesimi
  • 1 del 20 centesimi
  • 2 del 40 centesimi
  • 1 dell’80 centesimi

Come si può facilmente intendere, viste le quantità, qui nasce la terza assoluta rarità “Garibaldina”che è infatti la serie di francobolli più famosa e rara al mondo (il valore per la serie completa è inestimabile).

Scrivendo di Garibaldi a livello filatelico non si può non menzionare l’importanza che hanno riconosciuto all’uomo, al generale, all’eroe, molti delle più importanti nazioni della Terra; infatti gli sono stati dedicati francobolli dagli Stati Uniti all’Argentina, dall’Uruguay al Messico, dalla Russia alla Francia, ecc. ecc.

Ovviamente, nel nostro Paese, patria del nostro Eroe, e nella Repubblica di San Marino, che tanta importanza ha avuto per Garibaldi, sono state dedicate al Generale tantissime belle  emissioni delle quali  possiamo riassumere le più significative :

REGNO D’ITALIA:

1910 – In occasione del cinquantenario del Risorgimento in Sicilia e del Plebiscito nell’Italia Meridionale sono stati emessi 4 valori con due immagini distinte di Garibaldi che furono venduti, cada uno, con un sovrapprezzo di 5 centesimi a beneficio delle celebrazioni per il cinquantenario.

        

1932 – In occasione del cinquantenario della morte di Giuseppe Garibaldi le poste del regno dettero alle stampe una serie di 17 francobolli (10 valori di posta ordinaria e 5 di posta aerea e 2 espressi aerei).

    

REPUBBLICA DI SAN MARINO.

1924 – Per il 75° anniversario della ritirata del Generale a San Marino la più antica repubblica del Mondo dette alle stampe 5 valori.

1949 – Per il Centenario della ritirata di Garibaldi e delle sue truppe a San Marino, lo Stato emise 10 valori bellissimi di cui 8 di posta ordinaria e 2 di posta aerea.

            

   

1957 – In occasione del 150° anniversario della nascita di Garibaldi si emisero sette valori ove vennero effigiati ognuno singolarmente, sia Anita che il Generale.

REPUBBLICA ITALIANA:

1949 – Le Poste Italiane emisero un valore da 100 Lire, di colore bruno, in occasione del centenario della Repubblica Romana; tale francobollo è uno dei più interessanti e rari dell’intero periodo repubblicano. Qui si riflette anche un poco di storia post seconda guerra mondiale; infatti del francobollo della Repubblica Romana sopra descritto si prepararono anche 600 esemplari sovrastampati in rosso con la sigla A.M.G.-F.T.T. che vennero usati per l’uso postale nel “territorio libero di Trieste – Zona A” nel periodo di amministrazione Anglo-Americana(1°Ottobre 1947/12 Novembre 1954).

       

1957 – Nel 150° anniversario della nascita e 75° della Morte di G. Garibaldi, vennero dati alle stampe due valori uno con il Profilo del Generale e l’altro con lo stesso a cavallo .

1959 – Lo Stato Italiano commemorava la seconda guerra di Indipendenza con 5 bellissimi valori, di cui uno,  con i profili degli artefici dell’Unità d’Italia : Vittorio Emanuele II°, Garibaldi, Cavour e Mazzini.

       

1960 – Nel centenario della spedizione dei Mille escono tre valori i cui soggetti ne fotografano la storia :

  • Copia del Proclama Autografo di Garibaldi  (Bruno-Lire 15)
  • Riproduzione del Quadro di Matania con l’incontro di Teano (Rosso – Lire 25)
  • Riproduzione del quadro di Tetar van Elven con l’imbarco dei Mille a Quarto (Oltremare – Lire 60).

           

1961 – Escono sei valori commemorativi del Centenario dell’Unità d’Italia.

1970  – Per il Centenario della partecipazione di Garibaldi alla guerra franco-prussiana escono due splendidi valori con un unico tema, ma con colori diversi ove, prendendo spunto da una stampa francese dell’epoca vi si raffigura Garibaldi a Digione, a cavallo ed alla testa dei suoi uomini.

1982 – Esce lo splendido francobollo ove è rappresentato l’eroe dei due mondi come appariva in una litografia coeva eseguita a Palermo nel 1860.

1986 – Lo stato Italiano commemora la battaglia di Bezzecca con un francobollo da 550 Lire preso da una antica stampa che si trova esposta al Museo del Risorgimento di Milano.

2007 – Per il secondo centenario della nascita esce il francobollo con un ritratto di Garibaldi e Nizza, sua città natale.

Ed ovviamente non è finita qui giacché sono stanno emessi altri valori sul nostro eroe sia l’anno scorso (2011) sia quest’anno e, ne siamo sicuri, la Storia Filatelica di Garibaldi, non finirà mai nè in Italia nè all’estero.