Annulli meccanici a targhetta del Regno d’Italia(1901-1945).

Questo tipo di collezionismo non ancora molto conosciuto se non da coloro che si interessano di storia postale in generale,è parte integrante del periodo postale che va dal 1901 al 1945,dove causa l’aumento del traffico postale nazionale si rese necessario l’utilizzo di nuove macchine”bollatrici meccaniche”per timbrare la corrispondenza nei grossi uffici postali.Il primo annullo meccanico fù il tipo”BANDIERA”così chiamato perchè formato da una bandiera italiana con stemma sabaudo e le iniziali V.E.III,usato per commemorare il I° anniversario della salita al trono di Vittorio Emanuele III il 12 agosto del 1901 (vedi immagine).

Questo annullo a targhetta fu’utilizzato sia per la posta per l’interno sia per l’estero e lo si può trovare su diversi tipi di documenti come:cartoline,buste,lettere,interi postali,biglietti postali…….; la prima data conosciuta è su un intero postale spedito il 29 ottobre 1901 dall’ufficio postale di Roma ferrovia.La sua diffusione non avvenne in tutta Italia,ma l’uso fu limitato solo a 6 grandi uffici postali e precisamente:Roma-Genova e Napoli dal 1901,in seguito vi furono Milano e Torino dal 1902 ed infine Brescia dal 1907.Ebbero termine Roma-Milano-Genova e Torino nel 1908,Napoli piu’tardi nel 1912 e Brescia nel 1918.

La targhetta è sempre accompagnata da un”guller”o”bollo a data”dove sono riportati:1°riga il giorno;2°riga il mese e l’anno;3° riga l’ora seguita da una”M”per mattina e da una “S” per sera,il guller è formato da un doppio cerchio.La targhetta puo’essere posizionata sia a destra che a sinistra del guller.Con il passare degli anni si ebbero delle modifiche che riguardarono la massa dataria all’interno del doppio cerchio a seconda del tipo di macchina bollatrice utilizzata.

 Dal 1911,la massa dataria del guller ebbe delle modifiche come si puo’vedere nella targhetta sopra riportata (Fiera Campionaria 1920 TRIESTE):1°riga l’ora;2°riga il giorno ed il mese(in caratteri romani)3°riga l’anno per intero.Dopo il 1928 all’anno venne aggiunta l’Era Fascista in caratteri romani (1928 VI).

Le targhette dal 1901 al 1922 furono quasi nella totalita’ di carattere commemorativo di Esposizioni-Fiere Campionarie-Fiere Internazionali e Congressi; una svolta si ebbe nel 1923 quando nelle targhette si videro le prime pubblicità commerciali tipo: “Vestitevi al Duomo”;”La Rinascente”;”Afro Ballari”;”Lidos”;”Tende Ettore Moretti”;”Hermes”;”Auto Ansaldo”;”Linoleum ed altre.Dal 1925 nelle targhette vennero inseriti dei “proclami” della Cultura Fascista così da diventare un mezzo di propaganda che tramite la posta veniva diffusa in tutto il paese.

Si trattava di frasi di Mussolini che invitavano il popolo alla dedizione per la Patria, tipo: “Sottoscrivete al Prestito del Littorio”; “Agricoltori bisogna vincere la Battaglia del Grano”; “Visitare la Tripolitania è un dovere nazionale”; “Rendere sempre piu’prospera l’agricoltura”; “Visitate l’Italia”, ecc…..di seguito alcuni esempi:

Durante il periodo del Ventennio fascista molte targhette invitavano la gente a recarsi in luoghi termali come Salsomaggiore o Montecatini dove curare la propria salute, in stazioni climatiche come San Remo, a fumare solo sigarette italiane Eja-Savoia-Eva, ad usare il Chinino come farmaco contro la malaria ecc…..

Poi vi furono le targhette dedicate all’acquisto dei biglietti della Lotteria di Tripoli, di Merano,Lotteria Esposizione di Roma ecc…. poi quelle dedicate alle grandi manifestazioni del Ventennio volute da Mussolini al fine di propagandare in Italia ed all’estero la grandezza del Regime Fascista: “Triennale d’Oltremare a Napoli”; “Visitate  la Mostra delle invenzioni di Milano”; “Triennale di Milano”; “Giornata della Tecnica” e moltissime altre.

Di particolare interesse sono le targhette del Regno d’Italia realizzate per commemorare un  avvenimento storico,come ad esempio la visita di Hitler in Italia nel 1938, dal giorno 3 al 9 maggio.Le poste idearono una targhetta con la dicitura”Fuhrer-Dux 3-9 maggio 1938 XVI” con la figura di un fascio littorio ed una svastica nazista, utilizzata nei soli uffici postali delle città visitate da Hitler e Mussolini ( Roma, Napoli e Firenze ).

Tutti coloro che vogliano intraprendere questo tipo di collezione è necessario che sappiano alcune caratteristiche determinanti delle stesse: 1) la targhetta deve presentarsi su documento postale integro e non su frammento; 2) la targhetta deve essere completa del guller e con stampa nitida in ogni suo particolare; 3) puo’essere piu’o meno rara a seconda degli uffici postali in cui era disponibile e del periodo di utilizzo. Per catalogare le targhette meccaniche del Regno d’Italia o della Repubblica vi sono dei cataloghi specializzati; tra i piu’ conosciuti ci sono:il catalogo dei F.lli Ornaghi ed il Bortolomasi.Entrambi sono introvabili sul mercato dato il numero di copie non elevato e sono diventati una rarità assoluta anche per coloro che collezionano da tempo.

Spero che coloro che dedicheranno qualche minuto alla lettura di questo breve articolo si possano incuriosire e magari iniziare questa appassionante collezione.

3 thoughts on “Annulli meccanici a targhetta del Regno d’Italia(1901-1945).

  1. Veramente un bell’articolo: sintetico, chiaro ed esaustivo, almeno per me.
    Può davvero essere utilizzato come “linee guida ” da quanti, come il sottoscritto, hanno appena iniziato a collezionare targhette del Regno.
    Tre domande:
    – gli uffici postali di Terni avevano una macchina annullatrice per emettere una targhetta?
    – le targhette esistono solo di colore nero?
    – hanno mai pubblicizzato musicisti e/o concerti di musica classica? e lo sport?
    ciao

  2. Rispondo a un anno e mezzo di distanza dalla domanda:
    1. L’ufficio di Terni non ebbe targhette durante il Regno;
    2. No, esistono anche in azzurro, ma si tratta di eccezioni, più frequenti negli anni di guerra 43-44.
    3. Sì. Negli anni ’30 è stato pubblicizzato il Maggio Musicale fiorentino (1934-35-37-38-40-41) e il Bicentenario stradivariano (Cremona 1937). Lo sport è stato molto pubblicizzato a partire dall’Esposizione internazionale dello Sport (Vercelli 1913). Poi negli anni ’20 molte corse motociclistiche e automobilistiche (Milano e Livorno), come il campionato del Mondo di automobilismo a Monza, La Coppa Ciano, La Coppa del Mare motociclistica, il Circuito di Montenero e le Manifestazioni motoristiche livornesi; negli anni ’30 la Coppa Acerbo a Pescara, la VI targa d’Abruzzo e i campionati di Bob e gli sport invernali a Cortina.

  3. Salve a tutti,
    mi chiamo Alessandro e vi scrivo da Lodi.
    Articolo interessante, al quale desidero aggiungere qualche altro cenno storico.
    Le targhette italiane sono state realizzate attraverso 3 differenti bollatrici, Bickerdike, la Flyer e la Krag.
    La prima bollatrice italiana, la Bickerdike, venne inaugurata a Roma alla presenza di alti funzionari delle poste il 28 ottobre 1901, ma finora sono noti documenti a partire dal giorno 29.
    Nel corso degli anni ’10 vi sono stati utilizzi di tipo sperimentale di vari annulli continui ( detti anche senza fine ) montati su bollatrici Krag, che per motivi non noti non sono stati poi adottati nell’uso postale corrente.
    La Bickerdike venne usata solo per le bandiere e per la targhetta dell’esposizione di Milano del 1906 ( non lo pseudomeccanico ! ) mentre le Krag vennero impiegate inizialmente ( dalla fine del 1908 ) in diversi grandi centri per poi essere relegate in centri minori ( con l’inizio degli anni ’20 ), per arrivare alle Flyer, le bollatrici che dalla prima metà degli anni ’10 in poi hanno dominato la scena ( fino alla fine della prima guerra mondiale in concomitanza con le Krag ) del regno d’Italia.

    Buon divertimento con le vostre collezioni.

    Alessandro

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