Storia e preistoria dei francobolli / 1

Preambolo.

Parlare dei francobolli è facile. I francobolli sono dei pezzetti di carta che si comprano e si incollano sulle lettere per spedirle. Finito.

        

Perchè sono stati inventati e come sono giunti fino a noi è un’altra storia: intanto occorreva che qualcuno sapesse scrivere, e magari anche leggere, e poi che avesse motivo di farlo per comunicare qualcosa a qualcuno lontano. Occorreva che fosse stata inventata la carta. Tutte osservazioni banali, ma senza delle quali, a mio avviso, non si può comprendere a fondo la storia dei francobolli; perciò, a costo di apparire noioso, partirò da lontano.

Vivere è comunicare.

Le piante emettono spore e pollini che il vento o gli insetti trasportano attratti dal colore, dal profumo o dal nettare quando vogliono comunicare di essere pronte a riprodursi. Le femmine degli animali pronte per accoppiarsi emettono segnali che i maschi avvertono e riconoscono. A loro volta i maschi hanno dei loro segni di riconoscimento che li rendono più o meno graditi alle femmine.

     

L’uomo, oltre ai segnali che emette come tutti gli altri animali, usa l’intelligenza per comunicare i propri pensieri e le sue esperienze, e per questo è costruttore di Storia.

Segni e messaggi.

Il sentiero che porta al guado più agevole, dei rami spezzati, delle pietre disposte in un certo ordine sono i segni che l’uomo impara ad usare, forse ancor prima del parlare articolato, per comunicare ai suoi simili le proprie esperienze. I graffiti rupestri, le pitture rituali che anticipano i geroglifici e poi la scrittura, hanno il vantaggio di essere compresi anche da chi usa un linguaggio diverso e non hanno soltanto un significato scaramantico, propiziatorio di un evento favorevole, ma significano anche ” noi siamo qui e facciamo queste cose” ed è un messaggio per gli uomini che verranno.Più tardi sono le piramidi, i menhir, le statue gigantesche dell’isola di Pasqua.

   

Al limitare della foresta, in cima alla collina, in riva al mare, l’uomo si affaccia per cogliere i segni della natura: l’avvicinarsi di un temporale, l’arrivo di uccelli migratori, l’avanzare di un incendio.E poi, i segnali della presenza di altri uomini. Questo bisogno irrefrenabile di comunicare ha permesso all’uomo di costruire la civiltà: cosa sarebbe se Prometeo non avesse voluto inventare il fuoco e se non fosse stato imitato?

    

Ma le barriere della distanza e dell’ambiente sono state superate a fatica; ancora oggi si trovano tribù isolate che non sono riuscite o non hanno voluto comunicare con altri uomini.

Il possesso, il baratto e gli scambi.

Le prime forme di scambio avvengono con il baratto, ma presto si affida un valore convenzionale  ad una “moneta” che spesso è un pezzo di metallo sul quale verrà impresso un segno, simbolo di chi l’ha posseduto per primo.

        

Anche gli animali vengono marchiati per essere riconosciuti dai possessori. Con la moneta i segni e le comunicazioni vengono trasmessi da mano all’altra, ma mancano ancora i supporti per messaggi più articolati. Per rendere più semplici le cose bisognerà aspettare i papiri e solo più tardi la carta. Fino al tempo dei romani si spedivano gli scalpellini lontani miglia e miglia a scrivere sulle pietre; forse sono i primi “messaggeri”, portatori di messaggi non orali  in senso moderno.

La posta. Con l’uso della carta nascono i primi servizi postali organizzati.

L’introduzione della carta in Europa, che i cinesi avevano inventato nel 1° o 2° secolo d,c., avviene ad opera degli Arabi, tra il 1000 ed il 1100, giusto in tempo per favorire i commerci del primo rinascimento.Inizialmente l’esigenza di trasmettere a persone o genti lontane i propri messaggi era di pochi e ricchi potenti: essi si organizzarono quindi i  servizi di posta. La posta ( o il posto )  era il luogo dove si cambiavano i cavalli e dove, eventualmente, potevano riposare i conducenti.

       

Ma presto divenne importante per il mercante di Firenze ordinare una partita di merletti di Fiandra o di pellame dell’Olanda oppure offrire spezie provenienti dall’Oriente a commercianti di Amburgo.

     

Hanno così origine le note di credito, le “note del banco” ( banconote ) con le quali si dispone il pagamento a distanza degli acquisti. Diviene quindi necessario disporre di servizi postali rivolti anche a privati e organizzati da privati, spesso in regime di monopolio concesso dalle Autorità ( la famiglia Tasso avrà questa concessione praticamente per tutta l’Europa).

     

Con le nuove esigenze “la posta” viene organizzata di preferenza negli incroci delle strade principali o in corrispondenza di scali fluviali o marittimi, spesso anche al confine degli Stati dove si esercita anche la dogana ( vedi Via della doga a Narni scalo ).

Ovviamente la nostra storia non finisce quì, alla prossima!

 

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