ARTE E FRANCOBOLLI

La funzione del francobollo è quella di affrancare la corrispondenza da inoltrare al destinatario attraverso i servizi postali, pubblici o privati. Pertanto la comunicazione grafica, nella sua essenzialità, dovrebbe evidenziare solamente l’autorità emittente ed il costo.

La genesi del francobollo e la sua realizzazione portano invece a scelte grafiche, tecniche, simboliche che danno al piccolo pezzo di carta un valore aggiunto artistico, culturale, storico che va ben oltre il suo semplice atto di nascita e che, per questa ragione, affascina e coinvolge.

Da quanto detto è evidente l’interesse, che condivido con molti di Voi, verso il collezionismo filatelico, non per il gusto di riempire tutte gli spazi di un classificatore, ma per il significato intrinseco che il francobollo trasmette.

Vorrei pertanto trattare qui di seguito di un particolare aspetto dell’arte nei francobolli; non delle  riproduzioni delle opere d’arte, che pure trovo affascinanti per la capacità di riprodurre e divulgare splendidi capolavori universali, ma a trattare di quegli artisti affermati che hanno ceduto al fascino del francobollo ed hanno ideato, o comunque partecipato alla sua “costruzione grafica”

La vignette che appaiono nelle serie degli Antichi Stati, uniformemente alle emissioni europee, rappresentano l’effige del monarca oppure emblema araldico dello Stato.

Le immagini tecnicamente più evolute del periodo ritengo siano le emissioni sarde e lombardo-venete.

Nel 1859 Ferdinando II di Borbone, Re di Napoli,  si rivolse per i quattordici valori destinati alla Sicilia al massimo esponente degli incisori dell’ottocento Tommaso Aloisio JUVARA ( 1809 – 1875) nipote del celebre architetto,Filippo Juvarra.

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 Le vignette eccellono per la qualità dell’incisione e per la perfetta gamma dei colori..

Nell’incidere l’immagine del regnante, lo Juvara eseguì a mano, in un’unica composizione, l’intera tavola di ciascun valore.

Questa emissione, in controcorrente con le considerazione di economicità proprie della società preindustriale, evidenzia il forte legame tra la burocrazia e la cultura artistica di alta classe.

Dobbiamo arrivare al 1906 per trovare un bozzetto ideato da un altro impostante artista, Francesco Paolo MICHETTI (1851 – 1929), per il ritratto di Vittorio Emanuele III.

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L’immagine si richiama ai versi del D’Annunzio (Laudi) di cui il Michetti era amico, in cui si celebra l’arrivo del Re dall’Egeo dove si trovava in crociera al momento della morte del padre Umberto I

“ o Tu che chiamato dalla Morte                                                                                                  venisti dal mare……”

Il disegno è altrettanto simbolico con alle spalle del sovrano un mare in tempesta a simboleggiare l’uccisione del padre, mentre dinanzi, come messaggio augurale, si distende un mare tranquillo.

Lo stesso Gabriele D’ANNUNZIO (1863 – 1928) cedette al fascino di ideare nel 1920 la serie di quattro bozzetti che celebravano l’ingresso a Fiume dei legionari da lui capitanati.

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 I bozzetti sono di Adolfo De Carolis, ma i temi furono sicuramente idati e suggeriti dal poeta che si serviva del De Carolis per fregiare la sua carta da lettere.

Oltre al tema di ciascun francobollo (la spada che taglia il nodo gordiano, l’urna sorretta da fronde di quercia che versa l’acqua, la città martire incoronata di spine, i pugnali dei congiurati), e l’essenzialità dell’impianto, è particolarmente interessante il colore “spento” dei quattro francobolli (verde, carminio, ocra, azzurro) che è allusivo al colore delle divise militari, del sangue, della terra e del mare.

Nel 1923 Giacomo BALLA (1871 – 1958), per il primo anniversario della Marcia su Roma, crea due (uno è ripetuto) dei francobolli più belli della storia postale italiana, forte dell’esperienza di grafico pubblicitario e progettista teatrale.

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 Due gli aspetti innovativi che vorrei evidenziare:

–         La dizione Poste Italiane è sostituita dall’indicazione ITALIA

–         La panoramica su un paesaggio industriale. Il tema è assai raro nel repertorio fascista italiano (completamente ignorato da quello nazista) in quanto entrambi ideologicamente prediligevano propagandare i valori agresti dei due popoli, mentre lo ritroviamo in molti dei più antichi francobolli sovietici.

La serie di cui sopra fu condivisa con Duilio CAMBELLOTTI (1876 – 1960) affermato pittore, incisore, architetto, decoratore, arredatore.cartellonista pubblicitario scultore etc; i due artisti operarono nella più totale indifferenza reciproca e la serie risulta disomogenea.

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Il Cambellotti svolge il tema della “giovinezza” caro alla retorica di regime, basandosi su un repertorio di maniera con tracce evidenti delle sue origini liberty. Anche se l’immagine risulta di sicuro impatto, non regge il confronto con quelle del Balla.

Ai francobolli del Ventennio, ripetitivi e troppo convenzionali, dette una svolta Corrado MEZZANA (1890 – 1952) che ideò le migliori serie emesse dal 1930  al 1942. A questo artista si debbono due delle più importanti ed innovative serie del periodo:                           quella del decennale della marcia su Roma del 1932:

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e quella della proclamazione dell’Impero del 1938.

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Trentasei valori complessivi in cui si ritrovano tutti i temi cari al fascismo ma trattati con originalità e con trovate grafiche che influenzeranno i bozzettisti che si cimenteranno negli anni successivi. Prolifica fu l’attività del Mezzana in questo settore e si debbono a lui le migliori realizzazioni  di bozzetti anche nel periodo repubblicano.Una serie per tutte ce lo fa ricordare; l’Italia al lavoro” del 1950, 19 valori che rappresentano ancora oggi una delle più belle emissioni di francobolli della nostra storia postale.

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Nel periodo repubblicano troviamo due artisti che si sono cimentati nella realizzazione di bozzetti celebrativi di eventi calcistici (sic! o tempora o mores!) :

Aligi SASSU (1912 – 2000) nel 1980 in occasione dei campionati europei di calcio, disegna il bozzetto che si fa notare per l’eleganza, la sobrietà e la dinamicità.

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Renato GUTTUSO (1911 – 1987) celebra nel 1982 la vittoria italiana nei campionati mondiali di calcio.

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 Forte è la suggestione di quelle braccia alzate con in trofeo conquistato, che ripropone la gioia di tutti noi, che abbiamo vissuto quell’evento.

Esperimenti di Posta Razzo.

Il primo esperimento di posta razzo ebbe luogo in Austria a Graz nel 1928 e con esso veniva studiato il modo di recapitare la posta con l’utilizzo di piccoli razzi a propulsione con carica costituita da polvere pirica; lo scopo era quello di trasportare la posta oltre il Canale della Manica.Data la scarsità dei risultati,il piu’delle volte la posta andava distrutta oppure finiva in mare;si decise quindi di cambiare rotta, avvicinando la posta razzo al semplice uso filatelico.

Gia’in precedenza furono effettuate operazioni commerciali-filateliche per finanziare le più svariate imprese aviatorie, come negli anni 30’ per la Crociera Transatlantica del Gen.Italo Balbo; venne emesso un francobollo dal valore di Lire 7,70 per affrancare tutta la posta trasportata (basti pensare che la normale tariffa in vigore per lettera era di 0,50 Cent. per l’interno e di 1,25 Lire per l’estero).

Il primo esperimento di  posta razzo in Italia si ebbe nel 1934 ad opera dell’ingegnere tedesco Gerard Zuecker, il quale iniziò ad effettuare i suoi primi esperimenti di razzi destinati al trasporto della corrispondenza in Germania, senza però fare colpo sulle gerarchie militari naziste, ed è cosi’che iniziò a girare l’Europa in cerca di finanziatori arrivando anche in Italia,a Trieste.

Per l’occasione non furono emessi francobolli, bensì due fascette triangolari (4000 esemplari per tipo) per commemorare l’evento; per il trasporto”razzo espresso”veniva richiesta una sovrattassa di Lire 5 e di Lire 7,70 appositamente segnalata nelle fascette che poi venivano applicate su tutta la corrispondenza (vedi foto ).

 Le due fascette avevano queste caratteristiche: Lire 5 fondo rosso e scritte verdi e Lire 7,70 fondo grigio-azzurro usate a piacere, singolarmente o in coppia, su aerogrammi regolarmente affrancati con francobolli italiani quasi sempre commemorativi del 1° Centenario delle Medaglie al Valor Militare.

Gli annulli speciali utilizzati per l’esperimento ed applicati sulla corrispondenza furono due: 1) un lineare rosso con indicazione “OTTOBRE/ESPERIMENTI DI POSTA/PER RAZZO ESPRESSO/TRIESTE/1934” ,2) annullo circolare viola-nero con indicazione “ESPERIMENTO DI POSTA – PER RAZZO ESPRESSO – TRIESTE – OTTOBRE 1934” (vedi foto).

L’esperimento ebbe luogo il giorno 31 ottobre 1934, il razzo venne chiamato “Italia”e fù lanciato da Monte Castiglione (Zaule) vicino a Trieste;la distanza coperta fù di 4Km ed ebbe esito positivo. Dopo l’atterraggio, la corrispondenza (1600 tra lettere e buste) venne  inoltrata, con mezzi convenzionali, quasi per la totalita’in Germania ad indirizzi filatelici di comodo.

Annulli meccanici a targhetta del Regno d’Italia(1901-1945).

Questo tipo di collezionismo non ancora molto conosciuto se non da coloro che si interessano di storia postale in generale,è parte integrante del periodo postale che va dal 1901 al 1945,dove causa l’aumento del traffico postale nazionale si rese necessario l’utilizzo di nuove macchine”bollatrici meccaniche”per timbrare la corrispondenza nei grossi uffici postali.Il primo annullo meccanico fù il tipo”BANDIERA”così chiamato perchè formato da una bandiera italiana con stemma sabaudo e le iniziali V.E.III,usato per commemorare il I° anniversario della salita al trono di Vittorio Emanuele III il 12 agosto del 1901 (vedi immagine).

Questo annullo a targhetta fu’utilizzato sia per la posta per l’interno sia per l’estero e lo si può trovare su diversi tipi di documenti come:cartoline,buste,lettere,interi postali,biglietti postali…….; la prima data conosciuta è su un intero postale spedito il 29 ottobre 1901 dall’ufficio postale di Roma ferrovia.La sua diffusione non avvenne in tutta Italia,ma l’uso fu limitato solo a 6 grandi uffici postali e precisamente:Roma-Genova e Napoli dal 1901,in seguito vi furono Milano e Torino dal 1902 ed infine Brescia dal 1907.Ebbero termine Roma-Milano-Genova e Torino nel 1908,Napoli piu’tardi nel 1912 e Brescia nel 1918.

La targhetta è sempre accompagnata da un”guller”o”bollo a data”dove sono riportati:1°riga il giorno;2°riga il mese e l’anno;3° riga l’ora seguita da una”M”per mattina e da una “S” per sera,il guller è formato da un doppio cerchio.La targhetta puo’essere posizionata sia a destra che a sinistra del guller.Con il passare degli anni si ebbero delle modifiche che riguardarono la massa dataria all’interno del doppio cerchio a seconda del tipo di macchina bollatrice utilizzata.

 Dal 1911,la massa dataria del guller ebbe delle modifiche come si puo’vedere nella targhetta sopra riportata (Fiera Campionaria 1920 TRIESTE):1°riga l’ora;2°riga il giorno ed il mese(in caratteri romani)3°riga l’anno per intero.Dopo il 1928 all’anno venne aggiunta l’Era Fascista in caratteri romani (1928 VI).

Le targhette dal 1901 al 1922 furono quasi nella totalita’ di carattere commemorativo di Esposizioni-Fiere Campionarie-Fiere Internazionali e Congressi; una svolta si ebbe nel 1923 quando nelle targhette si videro le prime pubblicità commerciali tipo: “Vestitevi al Duomo”;”La Rinascente”;”Afro Ballari”;”Lidos”;”Tende Ettore Moretti”;”Hermes”;”Auto Ansaldo”;”Linoleum ed altre.Dal 1925 nelle targhette vennero inseriti dei “proclami” della Cultura Fascista così da diventare un mezzo di propaganda che tramite la posta veniva diffusa in tutto il paese.

Si trattava di frasi di Mussolini che invitavano il popolo alla dedizione per la Patria, tipo: “Sottoscrivete al Prestito del Littorio”; “Agricoltori bisogna vincere la Battaglia del Grano”; “Visitare la Tripolitania è un dovere nazionale”; “Rendere sempre piu’prospera l’agricoltura”; “Visitate l’Italia”, ecc…..di seguito alcuni esempi:

Durante il periodo del Ventennio fascista molte targhette invitavano la gente a recarsi in luoghi termali come Salsomaggiore o Montecatini dove curare la propria salute, in stazioni climatiche come San Remo, a fumare solo sigarette italiane Eja-Savoia-Eva, ad usare il Chinino come farmaco contro la malaria ecc…..

Poi vi furono le targhette dedicate all’acquisto dei biglietti della Lotteria di Tripoli, di Merano,Lotteria Esposizione di Roma ecc…. poi quelle dedicate alle grandi manifestazioni del Ventennio volute da Mussolini al fine di propagandare in Italia ed all’estero la grandezza del Regime Fascista: “Triennale d’Oltremare a Napoli”; “Visitate  la Mostra delle invenzioni di Milano”; “Triennale di Milano”; “Giornata della Tecnica” e moltissime altre.

Di particolare interesse sono le targhette del Regno d’Italia realizzate per commemorare un  avvenimento storico,come ad esempio la visita di Hitler in Italia nel 1938, dal giorno 3 al 9 maggio.Le poste idearono una targhetta con la dicitura”Fuhrer-Dux 3-9 maggio 1938 XVI” con la figura di un fascio littorio ed una svastica nazista, utilizzata nei soli uffici postali delle città visitate da Hitler e Mussolini ( Roma, Napoli e Firenze ).

Tutti coloro che vogliano intraprendere questo tipo di collezione è necessario che sappiano alcune caratteristiche determinanti delle stesse: 1) la targhetta deve presentarsi su documento postale integro e non su frammento; 2) la targhetta deve essere completa del guller e con stampa nitida in ogni suo particolare; 3) puo’essere piu’o meno rara a seconda degli uffici postali in cui era disponibile e del periodo di utilizzo. Per catalogare le targhette meccaniche del Regno d’Italia o della Repubblica vi sono dei cataloghi specializzati; tra i piu’ conosciuti ci sono:il catalogo dei F.lli Ornaghi ed il Bortolomasi.Entrambi sono introvabili sul mercato dato il numero di copie non elevato e sono diventati una rarità assoluta anche per coloro che collezionano da tempo.

Spero che coloro che dedicheranno qualche minuto alla lettura di questo breve articolo si possano incuriosire e magari iniziare questa appassionante collezione.

Un Album d’altri tempi

Le collezioni filateliche tematiche, come dice anche l’ amico Vairo, sono sicuramente fra le più belle e danno molta soddisfazione poiché per realizzarle occorre sempre grande passione e  impegno.

Per l’Album dove sistemarle, ad esempio, o ne acquistiamo uno e lo personalizziamo, oppure ce lo autocostruiamo completamente da soli; alcuni nostri amici come sappiamo, con grande passione e con i mezzi oggi a disposizione ( computer, stampanti a colori, ecc..) riescono a realizzare dei veri e propri capolavori di grafica e contenuti.

Con questo Post invece volevo pubblicare alcune pagine di un grazioso esempio d’altri tempi dedicato a navi e velieri.

E’ stato realizzato in Germania nei primi anni ’70, tutto naturalmente a mano con bella grafia e soprattutto con fantasia originale e libertà creativa.

                       

                          

                        

Garibaldi nei francobolli

I francobolli, ed in parte i loro relativi annulli, sono, dal momento della loro introduzione (Inghilterra 1840), una grande fonte storica e di costume; infatti, anche nel caso della unificazione della nostra bella Italia, si sono dimostrati e tutt’ora si dimostrano i migliori cronisti. Basti infatti vedere tutti i primi  francobolli stampati e/o usati in Italia per capire come era la nostra nazione alla metà dell’ottocento:

  • Regno di Sardegna
  • Regno Lombardo Veneto
  • Ducato di Parma
  • Ducato di Modena
  • Stato della Chiesa o Pontificio
  • Gran Ducato di Toscana
  • Regno delle due Sicilie

E poi i primi movimenti insurrezionali di Palermo,i primi francobolli dei governi provvisori degli Stati Parmensi, delle Romagne, della Toscana per passare via via alle guerre di indipendenza, allo sbarco dei Mille, alla liberazione di Napoli, alla presa di Roma, ecc.ecc.

Dunque, siamo nel 1860, il 19 Agosto le truppe di Garibaldi sbarcarono a Melito in Calabria, e  con una tattica perfetta aggirarono e sconfissero le truppe Borboniche a Reggio Calabria il 21 di Agosto ed arrivarono a Napoli il 6 di Settembre.

Garibaldi arriva a Napoli in carrozza il 7 di Settembre e passa sotto Castel Nuovo, contro il parere dei suoi generali (il castello era ancora difeso dalla Gendarmeria della città di cui non si conoscevano le intenzioni), ma al passaggio del Generale la guarnigione esce dalle mura e gli presenta le armi.

L’otto di Settembre, per la festa della “Madonna di Piedigrotta” il Generale si presenta nella cattedrale per la cerimonia della liquefazione del sangue di San Gennaro, che avviene alla prima alzata e……..……..la folla impazzisce di gioia.

Si dice che già quella sera Garibaldi vide le piastre di stampa da cento e duecento francobolli di Fernando II°, (appena il giorno prima scappato a Gaeta con parte dei suoi cortigiani) e chiede  immediatamente se si possono farne subito delle nuove, ma la risposta è negativa giacché occorre tempo e denaro.

Ed è a questo punto che lascia la sua prima ed indelebile traccia nella filatelia mondiale: fa prendere la piastra da 200 esemplari, con lo stemma delle “Due Sicilie” con cui si stampavano in ocra i francobolli da 1/2 grano (1/2G) su carta filigranata da 40 gigli borbonici, disposti in 4 righe di 10 per foglio, dà ordine di scalpellare il G di Grani e punzonare al suo posto la T di Tornesi e dispone siano stampati sempre sulla stessa carta borbonica ma usando il celeste dei Savoia…e nasce il famoso Trinacria Celeste.

         

Contemporaneamente fa prendere un’altra piastra dello stesso tipo e lasciando la stessa base fa lavorare uno scultore, togliendo per intero lo stemma delle Due Sicilie ed  inserendovi al suo posto la Crocetta dei Savoia: Nasce così, il 6 Dicembre del 1860 la seconda rarità filatelica Garibaldina…….la Crocetta Celeste da ½ Tornesi.

Dopo l’occupazione del Regno delle Due Sicilie, Garibaldi decretò l’introduzione della moneta Italiana nelle Province  Napoletane e per questo, nel 1861, il Direttore Generale delle poste di Napoli, fece preparare localmente una serie di 5 francobolli simili a quelli in uso dal 1855 nel regno di Sardegna.

Mancando la regolare autorizzazione da parte dell’amministrazione postale del costituendo Regno d’Italia questi non furono emessi ( c’è chi dice invece che  il  provvedimento fu preso a causa del furto di una parte degli stessi francobolli); tuttavia alcuni esemplari, essendo abbastanza simili di quelli già in uso, furono abusivamente usati per posta sfuggendo ai pur severi controlli degli Uffici postali dell’epoca. Ebbene, di questi 5 tipi di francobolli usati per posta se ne conoscono attualmente le seguenti quantità :

  • 4 del cinque centesimi
  • 3 del dieci centesimi
  • 1 del 20 centesimi
  • 2 del 40 centesimi
  • 1 dell’80 centesimi

Come si può facilmente intendere, viste le quantità, qui nasce la terza assoluta rarità “Garibaldina”che è infatti la serie di francobolli più famosa e rara al mondo (il valore per la serie completa è inestimabile).

Scrivendo di Garibaldi a livello filatelico non si può non menzionare l’importanza che hanno riconosciuto all’uomo, al generale, all’eroe, molti delle più importanti nazioni della Terra; infatti gli sono stati dedicati francobolli dagli Stati Uniti all’Argentina, dall’Uruguay al Messico, dalla Russia alla Francia, ecc. ecc.

Ovviamente, nel nostro Paese, patria del nostro Eroe, e nella Repubblica di San Marino, che tanta importanza ha avuto per Garibaldi, sono state dedicate al Generale tantissime belle  emissioni delle quali  possiamo riassumere le più significative :

REGNO D’ITALIA:

1910 – In occasione del cinquantenario del Risorgimento in Sicilia e del Plebiscito nell’Italia Meridionale sono stati emessi 4 valori con due immagini distinte di Garibaldi che furono venduti, cada uno, con un sovrapprezzo di 5 centesimi a beneficio delle celebrazioni per il cinquantenario.

        

1932 – In occasione del cinquantenario della morte di Giuseppe Garibaldi le poste del regno dettero alle stampe una serie di 17 francobolli (10 valori di posta ordinaria e 5 di posta aerea e 2 espressi aerei).

    

REPUBBLICA DI SAN MARINO.

1924 – Per il 75° anniversario della ritirata del Generale a San Marino la più antica repubblica del Mondo dette alle stampe 5 valori.

1949 – Per il Centenario della ritirata di Garibaldi e delle sue truppe a San Marino, lo Stato emise 10 valori bellissimi di cui 8 di posta ordinaria e 2 di posta aerea.

            

   

1957 – In occasione del 150° anniversario della nascita di Garibaldi si emisero sette valori ove vennero effigiati ognuno singolarmente, sia Anita che il Generale.

REPUBBLICA ITALIANA:

1949 – Le Poste Italiane emisero un valore da 100 Lire, di colore bruno, in occasione del centenario della Repubblica Romana; tale francobollo è uno dei più interessanti e rari dell’intero periodo repubblicano. Qui si riflette anche un poco di storia post seconda guerra mondiale; infatti del francobollo della Repubblica Romana sopra descritto si prepararono anche 600 esemplari sovrastampati in rosso con la sigla A.M.G.-F.T.T. che vennero usati per l’uso postale nel “territorio libero di Trieste – Zona A” nel periodo di amministrazione Anglo-Americana(1°Ottobre 1947/12 Novembre 1954).

       

1957 – Nel 150° anniversario della nascita e 75° della Morte di G. Garibaldi, vennero dati alle stampe due valori uno con il Profilo del Generale e l’altro con lo stesso a cavallo .

1959 – Lo Stato Italiano commemorava la seconda guerra di Indipendenza con 5 bellissimi valori, di cui uno,  con i profili degli artefici dell’Unità d’Italia : Vittorio Emanuele II°, Garibaldi, Cavour e Mazzini.

       

1960 – Nel centenario della spedizione dei Mille escono tre valori i cui soggetti ne fotografano la storia :

  • Copia del Proclama Autografo di Garibaldi  (Bruno-Lire 15)
  • Riproduzione del Quadro di Matania con l’incontro di Teano (Rosso – Lire 25)
  • Riproduzione del quadro di Tetar van Elven con l’imbarco dei Mille a Quarto (Oltremare – Lire 60).

           

1961 – Escono sei valori commemorativi del Centenario dell’Unità d’Italia.

1970  – Per il Centenario della partecipazione di Garibaldi alla guerra franco-prussiana escono due splendidi valori con un unico tema, ma con colori diversi ove, prendendo spunto da una stampa francese dell’epoca vi si raffigura Garibaldi a Digione, a cavallo ed alla testa dei suoi uomini.

1982 – Esce lo splendido francobollo ove è rappresentato l’eroe dei due mondi come appariva in una litografia coeva eseguita a Palermo nel 1860.

1986 – Lo stato Italiano commemora la battaglia di Bezzecca con un francobollo da 550 Lire preso da una antica stampa che si trova esposta al Museo del Risorgimento di Milano.

2007 – Per il secondo centenario della nascita esce il francobollo con un ritratto di Garibaldi e Nizza, sua città natale.

Ed ovviamente non è finita qui giacché sono stanno emessi altri valori sul nostro eroe sia l’anno scorso (2011) sia quest’anno e, ne siamo sicuri, la Storia Filatelica di Garibaldi, non finirà mai nè in Italia nè all’estero.

150° Anniversario dell’Unità d’Italia

Nei giorni passati, nel corso di una specifica iniziativa svoltasi al Palazzo del Quirinale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concluso le celebrazioni per il 150°anniversario dell’Unità d’Italia che hanno interessato il nostro Paese per oltre un anno con centinaia e centinaia di appassionanti iniziative che hanno coinvolto tutta la società civile nel suo insieme.

Anche dal punto di vista filatelico si sono avute una miriade di iniziative con specifici convegni e mostre di altissimo livello, emissioni di francobolli e monete, annulli speciali commemorativi ecc.

Anche il nostro Circolo filatelico, seppure in modo estremamente modesto ma comunque significativo, ha contribuito in tal senso; ecco riprodotte le cartoline e gli annulli postali che sono stati realizzati per l’occasione dal nostro Circolo:                         

     

    

Cartolina ed annullo postale del Lions Club S.Valentino di Terni:

    

Cartolina realizzata dalla Pro Loco di Collescipoli in ricordo di Giovanni Froscianti:

   

Cartolina ed annullo realizzata dal Plesso Cianferini di Terni:

           

Consigli: come staccare i francobolli dal supporto su cui sono stati applicati

Ecco la procedura più semplice e sicura per ottenere francobolli usati sciolti staccandoli dalle buste che affrancavano.

  1. Procuratasi la busta da cui si vuole staccare i francobolli, tagliare con le forbici un frammento intorno al francobollo con una superficie di carta leggermente più ampia dello stesso. Raccoglierne diversi prima di iniziare le operazioni di lavaggio. Separare i francobolli applicati su carta colorata perché sono da lavare in tempi e modi diversi da quelle su carta bianca.
  2. Preparare una vaschetta che possa contenere 2/3 litri di acqua per una profondità di 3/5 cm. Immettervi dell’acqua assolutamente pulita e possibilmente tiepida. Gettare i frammenti su carta bianca già preparati sul pelo dell’acqua con il francobollo rivolto in basso (max. 10/20 francobolli per litro d’acqua) e spingerli sotto il pelo con un paio di pinzette. Attendere 20/30 minuti, non di più. In questo tempo molti frammenti saranno già separati dai francobolli, quelli che ancora non lo sono, verranno separati con l’aiuto delle pinzette esercitando una lieve forza per separare la carta dai francobolli. Reimmergere i francobolli in acqua ed eliminare la carta dei frammenti di posta. N.B. la permanenza in acqua non deve essere prolungata per ore per evitare scolorimenti dei francobolli o infragilimento della loro carta. Non forzare troppo il distacco dei francobolli dalla carta cui aderiscono perché per la consistenza delle gomme normalmente utilizzate devono staccarsi con facilità. Se si trovano francobolli che non si staccano rapidamente in acqua malgrado qualche manipolazione, per esempio i francobolli autoadesivi, reimmergerli ancora per un’ora; se non si staccano ancora non tentare di forzare oltre la separazione (evitando spellature e assottigliamenti), asciugarli come si trovano e per conservarli, ridurre la dimensione della carta del frammento alla dimensione del francobollo. Questi francobolli sono nati o con gomme non idrosolubili o sono stati applicati agli involucri postali con l’addizione di gomme da ufficio talvolta non idrosolubili.
  3. Mettere sotto il rubinetto con un flusso discreto di acqua corrente la vaschetta, in modo da sostituire tutta quella già utilizzata e sciacquare bene ì francobolli staccati. In questo modo si eliminano i residui di collante ancora sui francobolli e la gomma disciolta nell’acqua viene eliminata.
  4. Stendere una carta assorbente accanto alla vaschetta ed estrarre con la pinzetta i francobolli ad uno ad uno, appoggiandoli con la vignetta verso il basso sulla carta assorbente senza sovrapporli anche parzialmente. Attendere in relazione alla stagione o alla temperatura dell’ambiente circa due ore e raccoglierli soltanto quando sono perfettamente asciutti.
  5. I francobolli sono così già pronti per la collezione, ma molti possono essere imperfetti in quanto presentano gobbe e arricciature legate all’asciugatura che devono essere stirate per disporre di francobolli perfettamente piani. Per la stiratura si prepara una superficie piana su cui si appoggia una carta assorbente, si appoggiano sopra i francobolli asciutti da stirare, si ricoprono con un’altra carta assorbente e si schiaccia il tutto con un peso di qualche kg. Altrimenti si introducono tra le pagine di un libro grosso e di poco conto. Lasciarli in pressione per qualche ora. I francobolli a questo punto sono lavati, asciugati, stirati e pronti per la collezione.
  6. Per i frammenti in carta colorata il procedimento è lo stesso, ma è opportuno aggiungere all’acqua di lavaggio 2 cucchiai per litro di conegrina o candeggina e accorciare molto i tempi di lavaggio della fase 2. In realtà è necessario seguire a vista il distacco dei francobolli mentre si verifica, aiutarne qualcuno a staccarsi e allontanare subito le carte colorate dalla vaschetta. Inoltre è bene sciacquare più a lungo i francobolli durante la fase 3. Se non si procede in fretta e bene i francobolli asciutti ottenuti risultano colorati più o meno lievemente in giallo, rosso o blu, in relazione alla carta su cui gli esemplari erano applicati. Per il resto il procedimento è identico.